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Cucchi, Giovanardi contro Grasso: "Si presta a gioco al massacro". Lui replica: "L'unico massacrato è Stefano"

CRONACA
Cucchi, Giovanardi contro Grasso: Si presta a gioco al massacro. Lui replica: L'unico massacrato è Stefano

''Liquidati e delegittimati così Pubblici ministeri, giudici, periti, consulenti, giurati popolari, tutti evidentemente complici di questa macchinazione, il processo si è spostato sui media, così come il suo avvocato Fabio Anselmo ha teorizzato in una nota intervista: 'i processi si vincono sui media non nelle aule di Tribunale'. Magari con l'aiuto del presidente del Senato ultimo nell'ordine a prestarsi a questo gioco al massacro delle istituzioni''. Lo dichiara il senatore di Ncd, Carlo Giovanardi in merito al caso Cucchi.


A stretto giro Pietro Grasso ribatte su Facebook e ricorda, senza tanti giri di parole, che ''l'unico massacrato, dalle foto, sembra essere proprio Stefano Cucchi''.

''Ho voluto incontrare Ilaria e i suoi genitori per far loro sentire la vicinanza mia personale e soprattutto per ribadire che le Istituzioni non si tirano indietro e sono al fianco di chi, come la famiglia Cucchi, ha subito una terribile ingiustizia. L'ho detto ieri e lo ribadisco oggi: chi sa qualcosa deve trovare il coraggio morale di parlare. Abbiamo il dovere -sottolinea Grasso - di accertare le responsabilità e di continuare a cercare la verità perché questo ci si aspetta da un Paese civile: non si può tollerare che chi sia in custodia di organismi dello Stato possa vedere annientata la propria vita''.

''Lo Stato non può tollerare che questa violenza rimanga impunita, non deve avere paura della verità: come ho detto ai suoi familiari è doveroso che la morte di Stefano non sia vana e contribuisca a costruire una società che rispetti i diritti dei più deboli. Negli occhi della famiglia Cucchi ho visto coraggio e dignità: non bisogna lasciarli soli, non si può ammettere, né ora né mai, che lo Stato fallisca nel compito di tutelare i propri cittadini, soprattutto quando essi si trovano sotto la propria custodia. P.s.: il senatore Giovanardi sostiene che incontrando la famiglia Cucchi io stia partecipando al 'massacro delle istituzioni'. Forse è utile sottolineare che io le istituzioni le sto difendendo e che l'unico massacrato, dalle foto, sembra essere proprio Stefano Cucchi''.

Più tardi Giovanardi interviene di nuovo e controreplica: ''Ma lo sa il signor presidente del Senato, il quale si vanta spesso di essere stato magistrato, che il povero Stefano Cucchi era già stato ricoverato 17 volte negli ultimi anni al pronto soccorso per lesioni, ferite, fratture, i cui referti chiunque può leggere nel mio sito (www.carlogiovanardi.it), subìte nel limaccioso mondo in cui operava? Ma ha letto il signor presidente del Senato tutte le perizie e le consulenze che nel processo hanno spiegato perché il corpo del povero Stefano Cucchi dopo l'autopsia era ridotto in quelle condizioni? Cosa insinua il signor presidente del Senato quando dice che l'unico massacrato, dalle foto, risulta essere Stefano Cucchi? Se sa parli''.

Intanto, c'è ancora un'iniziativa di Ilaria Cucchi che oggi ha presentato al commissariato del Palazzo di Giustizia un esposto di 15 pagine accusando in sostanza il professor Paolo Arbarello, consulente della Procura di Roma nell'inchiesta sulla morte del geometra, d'avere sottoposto "prima ai pubblici ministeri incaricati dell'inchiesta e poi alla Corte d'Assise di primo grado delle non verità scientifiche sui temi di comune e banale conoscenza e verificabilità, pur di minimizzare le lesioni di Stefano ed escludere qualsiasi legame di esse con le sue sofferenze e con la morte".

Questa mattina il presidente Grasso ha incontrato i genitori e la sorella di Stefano Cucchi. "Dobbiamo far sì che la morte di Stefano non sia vana per la costruzione di una società in cui i diritti dei deboli, i diritti delle vittime siano rispettati, perché questo è il compito di uno Stato che si definisca civile", ha detto.

"E' stato un incontro - ha spiegato Grasso - che definirei privato per una parte istituzionale, nel senso che era un'esigenza di vicinanza, di solidarietà, che è stata rappresentata. Nel contempo si è ribadita l'attenzione dello Stato che rappresento per tutto quello che sarà necessario fare per il futuro e in maniera da far passare il principio che non può assolutamente tollerarsi che chi è in custodia di organismi dello Stato possa vedere annientata la propria vita. Questo deve essere un principio. Dopo di che vedremo di sensibilizzare tutti i rappresentanti delle Istituzioni per cercare di fare luce, andare verso la verità in questo caso che ci colpisce in maniera così forte".

"Per noi - ha commentato Ilaria Cucchi, sorella di Stefano - sono momenti importanti nei quali cominciamo a sentire la voce delle istituzioni. La mia famiglia per cinque anni è stata di fatto abbandonata, anche se, nonostante tutto, ha continuato a credere in quelle istituzioni. Oggi è stato un momento importantissimo ed emozionante anche sul piano emotivo, nel quale non ci sentiamo soli. Oggi la seconda carica dello Stato ha detto che è inaccettabile quello che è accaduto". "Quello che noi chiediamo da sempre, quasi inascoltati, è una cosa che il presidente ha detto oggi con una grande umanità e semplicità incredibile: se c'è qualcuno che sa, parli, e spezzi quella catena".



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