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Norman Atlantic, due italiani tra le vittime. Nave San Giorgio a Brindisi, sbarcati 212 naufraghi/Video

CRONACA
Norman Atlantic, due italiani tra le vittime. Nave San Giorgio a Brindisi, sbarcati 212 naufraghi/Video - Foto

(Infophoto)

Sono sbarcati a Brindisi 212 naufraghi e cinque salme che erano a bordo della nave San Giorgio della Marina militare. Con loro è sceso anche il comandante del traghetto Argilio Giacomazzi. Subito dopo l'attracco, sono saliti sulla nave gli ufficiali della polizia giudiziaria che hanno ascoltato le testimonianze di chi era a bordo del traghetto. Due naufraghi, fanno sapere dalla prefettura, erano stati già portati in ospedale nel pomeriggio, dopo essere stati prelevati da un elicottero. A bordo della nave c'erano anche cinque medici, che hanno tenuto sotto controlla la situazione. A parte la stanchezza, i naufraghi non presentano situazioni critiche. I primi soccorsi a una decina di passeggeri in condizioni più gravi sono stati prestati in un ospedale da campo appositamente allestito.


Attesi a Taranto per le 11 i 39 naufraghi raccolti dalla motonave maltese Aby Jeannette. Nel porto è stato già allestito il dispositivo di accoglienza. Tra i naufraghi, soprattutto turchi, greci e albanesi, ci sono anche due italiani, cinque minorenni, tre feriti lievi e due membri dell'equipaggio. Una volta sbarcati tutti saranno identificati, rifocillati, assistiti e saranno ascoltati dalle forze dell'ordine presso la Capitaneria di porto su delega della procura di Bari che coordina l'inchiesta sull'incendio del Norman Atlantic. Sono anche stati allertati i rispettivi consolati per l'assistenza e il rimpatrio.

Le vittime italiane - I morti accertati italiani per ora restano due. (Foto - Video). Il terzo italiano, inizialmente dato per morto, è ancora nella lista dei dispersi: i fratelli della moglie hanno infatti forti dubbi che sia lui l'uomo ritratto in una fotografia mostrata per il riconoscimento delle vittime dell'incendio sulla Norman Atlantic.

"Mio marito è evangelico, l'uomo mostrato nella foto invece ha un crocifisso al collo", dice la moglie che nella sua casa nei Quartieri Spagnoli, a Napoli, prega con i due figli cercando di appigliarsi all'unica speranza rimasta: "Che mio padre - dice il figlio Luigi - sia stato preso da una nave di passaggio che lo ha salvato".

Oltre alle 11 vittime accertate, si contano due marinai albanesi di un rimorchiatore deceduti in seguito a un incidente dovuto alla rottura di un cavo. Si teme però che il bilancio possa aggravarsi ulteriormente. Resta infatti da verificare il numero dei dispersi.

La conferenza del procuratore di Bari - Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe ha riferito, in conferenza stampa, che a bordo del traghetto c'erano 499 persone. "Dai primi accertamenti è risultato che la lista relativa ai passeggeri imbarcati contava 478 persone". A questi però vanno aggiunti "tre clandestini, due afgani e un siriano, e un overbooking di 18 persone per un totale di 499 persone imbarcate", ha detto il procuratore di Bari, precisando anche che, effettuando i conteggi, restano "179 persone di cui non conosciamo la sorte".

"Moltissimi sono imbarcati sui mercantili che hanno prestato soccorso e sarebbero diretti in Grecia", ha precisato, spiegando di attendere la comunicazione in merito da parte delle autorità greche. Il procuratore ha anche ricordato che le persone decedute sono "almeno 10", precisando che quattro salme "sono state issate a bordo della San Giorgio" e che tutti i corpi recuperati saranno convogliati presso l'Istituto di Bari per le autopsie.

"La nave trasportava clandestini nascosti sulle stive", ha riferito il procuratore di Bari, sottolineando che "si teme che ci siano clandestini morti nel relitto". Tre clandestini sono stati tratti in salvo e sbarcati in Puglia.

Si stanno tentando dei riconoscimenti fotografici sulle salme che si trovano ancora sulla San Giorgio con alcuni italiani presenti in Puglia che potrebbero avere parenti tra le vittime, ma per ora non ci sono certezze. "Abbiamo bisogno di più tempo", ha spiegato il procuratore.

"Sono stati acquisiti i verbali" delle persone ascoltate e "i telefonini che avevano ripreso immagini nave naufragata", ha riferito. La causa dell'incendio della Norman? "Il tema è quello cruciale per l'indagine, sarà affidato a esperti, a periti", ha detto il procuratore.

La competenza dell'inchiesta sull'incendio della Norman Atlantic è della procura di Bari, ha poi spiegato Volpe. "La competenza spetta alla procura di Bari - ha detto - Idea accettata dai colleghi di Lecce e Brindisi, che hanno offerto la loro collaborazione".

Il rimorchio del traghetto da parte della società di Brindisi Barretta, che è stata a ciò incaricata dall'autorità giudiziaria è in corso, ha poi riferito il procuratore di Bari, sottolineando che le operazioni sono difficili per le condizioni meteomarine. Il traghetto verrà poi trainato verso Brindisi.

"Nessuno può impossessarsi del relitto senza commettere reato", ha poi sottolineato Volpe. "C'è stata segnalata la presenza vicino al traghetto di due rimorchiatori albanesi - ha detto - non si sa se inviati dall'armatore o dalle autorità albanesi". "Noi abbiamo nominato per il recupero del relitto la società Barretta - ha spiegato il procuratore - che gestisce rimorchiatori potenti che erano già in acque albanesi. Un'operazione non facile per via delle condizioni del mare. L'elicottero della nave sul posto deve portare personale Barretta sul relitto per agganciarlo e poi lo deve riportare sul rimorchiatore.".

Le autorità albanesi, con rogatoria internazionale, hanno sequestrato la nave come ordinato dalla Procura di Bari. Domenica l'autorità giudiziaria barese aveva deciso il sequestro della Norman Atlantic e ha iscritto nel registro degli indagati l'armatore Carlo Visentini e il comandante Argilio Giacomazzi. Si tratta di ''atto dovuto'', legato alla necessità di sequestrare il relitto per accertare una serie di ipotesi. Si procede per naufragio colposo e omicidio plurimo colposo.

Per gli inquirenti, oltre alla raccolta di testimonianze che già è in corso presso il Porto di Bari o in Salento, sarà fondamentale accertare le cause dell'incendio, in che modo si è propagato, se sono scattati i dispositivi antincendio, se era tutto efficiente e, per quanto riguarda la catena di comando, occorre stabilire cosa sia avvenuto sulla Norman Atlantic quando è stato dato l'allarme con abbandono nave.

Sarebbero della provincia di Napoli almeno due delle tre presunte vittime italiane. Un cartello con la scritta "Chiuso per lutto" è stato esposto a Volla (Napoli) all'esterno dei cancelli della ditta di distribuzione di prodotti ittici Eurofish, per la quale lavoravano come autotrasportatori. Nessuno dei dispersi risulterebbe essere originario di Volla, spiega il sindaco Angelo Guadagno che ha comunque voluto comunicare "solidarietà e vicinanza" ai dipendenti della società. Manca comunque l'ufficialità sia sui nomi sia sul destino delle tre persone.

E sono ore di ansia per Giuseppe Mancuso, autotrasportatore di 57 anni di Rocca di Caprileone, piccolo centro del messinese, tra i passeggeri della nave. Da 48 ore i parenti dell'uomo non hanno notizie del loro congiunto che non risulta né tra i superstiti né tra le vittime accertate.

"Purtroppo, fino a questo momento non ci sono notizie di Mancuso", conferma all'Adnkronos Bernadette Grasso, sindaco di Rocca di Caprileone e deputata regionale all'Ars che sta seguendo da vicino le sorti dell'uomo. Mancuso ha chiamato il figlio, un consigliere comunale del piccolo centro messinese, alle cinque del mattino di due giorni fa per dire che si trovava su una scialuppa, da solo. Ma da quel momento non si sono più avute notizie. Il telefono, da domenica mattina, è irraggiungibile.

La nota della compagnia armatrice - "La Compagnia armatrice non ha altro interesse che l'accertamento della verità e pertanto si atterrà ad ogni indicazione che verrà data dall'autorità giudiziaria, anche in merito al porto di destino della nave".

"In merito ai dubbi espressi circa la scelta operata nell’affidare ler operazioni di recupero e salvataggio della nave ad una società privata, nonché circa la possibilità che tale scelta possa essere finalizzata a sottrarre la nave alle indagini da parte dell’Autorità giudiziaria - si legge nella nota - la Visemar di Navigazione, compagnia armatrice della nave Norman Atlantic, sottolinea che come suo preciso e improcrastinabile dovere, non appena informata del tragico incidente, la Società Visemar di Navigazione ha provveduto ad incaricare delle operazioni di salvataggio la Smit Salvage, primaria compagnia specializzata nel soccorso delle navi in difficoltà. Di tale incarico è stata informata anche l'Autorità Marittima intervenuta nell'espletamento delle proprie funzioni istituzionali".

"La Compagnia armatrice non ha altro interesse che l'accertamento della verità e pertanto si atterrà ad ogni indicazione che verrà data dall'Autorita Giudiziaria, anche in merito al porto di destino della nave, una volta che sarà stata recuperata, richiedendo analogamente alla società Smit Salvage di attenersi a tali indicazioni", conclude la nota della Visemar.



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