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Ambiente a rischio, sequestrato oleodotto Civitavecchia - Fiumicino

Il 6 novembre scorso sversamento di carburante nelle aree circostanti, per furti, provocò ingenti danni ambientali

CRONACA
Ambiente a rischio, sequestrato oleodotto Civitavecchia - Fiumicino

E' stato sequestrato l'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, che nel novembre scorso era stato oggetto di alcuni furti i quali a loro volta avevano procurato danni ambientali per lo sversamento di kerosene nell'area circostante. Sono stati i carabinieri del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Roma e dell’Arma territoriale, coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, Procuratore Capo Gianfranco Amendola, ad aver eseguito il sequestro su decreto emesso dal Gip del locale Tribunale Massimo Marasca.


L'oleodotto è di proprietà dell'Eni Spa ed è stato affidato in custodia giudiziale alla medesima società. L'impianto porta cherosene denominato Jet-A1 attraverso una condotta che inizia dal comune di Civitavecchia, area portuale, e termina nell’impianto sito nei pressi dell’aeroporto di Fiumicino e gestito dalla Seram Spa, attraversando anche i comuni di Fiumicino e Roma, per una lunghezza complessiva di circa 70 km.

La vicenda nasce dai furti perpetrati sulla condotta con il fine di sottrarre carburante, che il 6 novembre scorso provocarono un ingente sversamento di carburante nelle località di Maccarese e Palidoro, a Fiumicino, causando l’inquinamento delle aree circostanti (suolo, sottosuolo e acque superficiali) e ingenti danni ambientali con una forte moria di pesci.

Il sequestro è un atto cautelativo al fine di impedire potenziali altri inquinamenti ambientali, in attesa che venga posta un’adeguata vigilanza su tutta la conduttura da parte dell'Eni. Il sequestro non avrà ripercussioni sul traffico aereo. Al momento non ci sono iscritti nel registro degli indagati e le indagini continuano per l’identificazione degli autori dei furti.

Vengono, inoltre, seguite con attenzione le fasi di messa in sicurezza messe in atto da subito dall’Eni e dalle società da questa incaricate, anche attraverso Arpa Lazio ed enti locali.



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