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Dall'America all'Europa: storia del pomodoro, il re della dieta mediterranea

CRONACA
Dall'America all'Europa: storia del pomodoro, il re della dieta mediterranea

Il pomodoro, re della dieta mediterranea, in realta’ nasce nelle Americhe. La pianta, originaria del Peru’, si diffuse in tutta l’America centrale ed era consumato gia’ dagli Atzechi e dai Maya tremila anni prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo. Il frutto rosso arrivo’ in Europa sulle navi dei conquistatori spagnoli al seguito di Hernán Cortès (1485-1547) di ritorno dalle Americhe.


POMI D’ORO. Il pomodoro e’ destinato a cambiare, e per sempre, colori, sapori e profumi della cucina di molti paesi. Il nome - “pomo d’oro” - deriverebbe dall’aspetto delle prime bacche che giunsero in Europa proprio grazie agli spagnoli: erano di un colore giallo e di piccolo dimensioni.

AFRODISIACO. Successivamente giunse nel vecchio continente anche una bacca a variante di colore rosso che attecchi’ meglio sulle nostre latitudini. Il pomodoro, pero’, venne per lungo tempo ritenuto tossico (vista la sua appartenenza alla famiglia delle Solanacee) e alla pianta vennero attribuiti misteriosi poteri eccitanti ed afrodisiaci, tanto che veniva chiamato “pomo d’amore” per le presunte qualità afrodisiache da Francesi (Pomme d’amour), Britannici (Love apple), Germani (Liebesapfel) e perfino Siculi (Pumu d’amuri).

A TAVOLA DAL 1700. Dovranno passare circa due secoli prima di un utilizzo consueto del pomodoro nell’alimentazione e in cucina. Le prime sporadiche segnalazioni di impiego del suo frutto come alimento commestibile, fresco o spremuto e bollito per farne un sugo, si registrano in varie regioni d’Europa meridionale solo a partire dal XVIII secolo.

LE CONSERVE. Agli inizi dell’ottocento inizia la raccolta e la conserva di pomodoro artigianale, basata sull’ingegnosita’ popolare. Successivamente l’esperienza del francese Nicola Appert nella conservazione ermetica degli alimenti e i principi attinti dalla tradizione popolare trovarono un referente ingegnoso e dinamico in Francesco Cirio, che decise di provvedere industrialmente, nel suo stabilimento di San Giovanni a Teduccio (Na), a conservare i prodotti della campagna all'epoca di maturazione, per poi venderli tutto l'anno. Alla fine dell'800 si erano sviluppate due aree interessate ad insediamenti di industrializzazione: una meridionale che abbracciava la Campania, la Puglia e la Sicilia e l'altra situata nelle province di Parma e Piacenza.

MUSEO DEL POMODORO. Inserito nel percorso dei musei del cibo di Parma, quello dedicato al Pomodoro e’ collocato all’interno di un’antica Corte vicino a Collecchio, nel parmense. Attraverso la visita si ripercorrono le vicende storiche del pomodoro, le tecniche di coltivazione, si assiste alla ricostruzione di una antica fabbrica delle conserve, con macchinari d’epoca, fino alla collocazione del frutto nella gastronomia e nella cultura. Da visitare. www.museidelcibo.it.



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