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Spazio, gli scienziati studiano il sonno di Samantha

Partito l’esperimento Wearable Monitoring, fa parte della missione Futura dall’Agenzia Spaziale Italiana

CRONACA
Spazio, gli scienziati studiano il sonno di Samantha

(Foto Esa)

Sulla Stazione spaziale internazionale Samantha è al lavoro anche quando dorme. La prima donna astronauta italiana dell'Esa indossa una maglietta supertecnologica, collega i tanti sensori al corpo, poi chiude gli occhi e affida il suo sonno agli scienziati a Terra. Lo studio del sonno in microgravità è uno degli esperimenti scientifici di punta della missione Futura dell'Asi che Samantha sta compiendo sulla Iss. Il progetto si chiama Wearable Monitoring e ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno in microgravità.


Nelle ultime due settimane Samantha Cristoforetti, Capitano pilota dell’Aeronautica Militare, ha svolto con successo le prime tre registrazioni notturne previste dal progetto. Prosegue così l’intensa attività scientifica e sperimentale della missione Futura, la seconda di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Wearable Monitoring è un progetto proposto dalla Fondazione Don Gnocchi, e svolto in collaborazione con l'Istituto Auxologico Italiano, ed è uno dei nove progetti selezionati e sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana per la missione Futura. "L’accurata esecuzione del protocollo sperimentale da parte dell'astronauta e l'attento coordinamento delle attività da parte di Asi e della Nasa sono state determinanti per l'alta qualità dei dati raccolti" spiega l'Agenzia Spaziale Italiana.

La conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno in microgravità è un tema importante. Durante le missioni spaziali la qualità del sonno è normalmente ridotta e questo può portare ad una diminuzione dell’attenzione e della vigilanza durante le attività in veglia degli astronauti. "I fattori responsabili di questo fenomeno sono in gran parte ancora da studiare" spiega ancora l'Asi. Il progetto si propone, in particolare, di chiarire l’andamento nel sonno dell'attività elettrica e meccanica del cuore, dei livelli di attivazione del sistema nervoso autonomo, della respirazione e della temperatura.

I dati vengono rilevati e raccolti attraverso un sistema indossabile, la maglietta supertecnologica chiamata MagIC-Space, sviluppata nel Laboratorio dei Sensori Indossabili e Telemedicina di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Il team di sviluppo è costituito dagli ingegneri Francesco Rizzo, Paolo Meriggi e Prospero Lombardi, sotto la guida dell’ingegner Marco Di Rienzo (PI del progetto).

Il dispositivo MagIC-Space è giunto sulla Stazione Spaziale Internazionale il 12 gennaio scorso, con la capsula SpaceX Dragon CRS-5. Oltre che in situazione di microgravità, i risultati dell’esperimento potranno avere importanti ricadute anche a terra. Nel mondo occidentale una persona su quattro soffre di disturbi del sonno, che spesso richiedono monitoraggi complessi. Il dispositivo sviluppato per questo progetto è caratterizzato da un'estrema facilità d’uso e potrebbe essere agevolmente utilizzato per la diagnosi remota dei disturbi del sonno presso il domicilio del paziente, nell’ambito di servizi di telemedicina.



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