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Sparatoria al tribunale di Milano, tre morti e due feriti
Il killer ai carabinieri: "Volevo uccidere un'altra persona"

CRONACA
Sparatoria al tribunale di Milano, tre morti e due feriti Il killer ai carabinieri: Volevo uccidere un'altra persona /Foto

Sparatoria in tribunale a Milano (FOTO) . Il bilancio è di tre morti e di due feriti. L'uomo che ha sparato, Claudio Giardiello, ex imprenditore di 57 anni, era pronto ad uccidere ancora. Armato di una pistola Beretta 7.65 ha fatto fuoco per 13 volte colpendo a morte il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l'avvocato 37enne Lorenzo Alberto Claris Appiani e Giorgio Erba, 60 anni, coimputato. Ferito e in prognosi riservata all'ospedale Niguarda dopo un intervento chirurgico, Davide Limoncelli di 40 anni, socio di Giardiello nella società 'Immobiliare Magenta'. Colpito a una gamba, invece, il commerciale Stefano Verna, anche lui sarebbe legato alla vicenda fallimentare che risale al 2008.


Una scia di sangue interrotta solo dai carabinieri che hanno fermato l'assassino a Vimercate, prima che per sua stessa ammissione puntasse nuovamente la pistola, legalmente detenuta, contro un altro dei presunti colpevoli di una vicenda giudiziaria di cui Giardiello - usando le parole del suo ex difensore Valerio Maraniello, "era convinto di essere vittima". Un'azione messa a segno "con fredda premeditazione" e preparata nei minimi dettagli: aveva con sé due caricatori e non ha scelto un ingresso a caso.

L'imputato è entrato da via Manara, l'unico varco del Palazzo di giustizia non dotato di metal detector ma dove è sufficiente mostrare un documento per gli 'addetti' al lavori: legali, magistrati e personale. E l'ipotesi che abbia mostrato un tesserino da avvocato è ritenuta "la più probabile" dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Un escamotage sufficiente a eludere la sicurezza su cui ora non si risparmiano polemiche: il Guardasigilli Andrea Orlando parla di "errori gravi" e il ministro dell'Interno Angelino Alfano sottolinea la necessità di "colmare le falle nel sistema di sicurezza".

La cattura di Giardiello è stata annunciata proprio dal ministro Angelino Alfano su Twitter: "Catturato a Vimercate presunto assassino".

LA DINAMICA - Semplice, ma sanguinario, il piano studiato nei dettagli. Pochi minuti dopo le 11, Giardiello ha raggiunto l'aula al terzo piano - seconda sezione penale - e dopo una discussione con il suo avvocato che aveva rimesso il mandato, ha estratto l'arma e ha sparato prima contro i due coimputati, poi contro il suo ex legale Claris Appiani, presente in veste di testimone nel processo per bancarotta. I giudici, il pm Luigi Orsi e gli altri avvocati presenti si sono rifugiati nella camera di consiglio, prima di soccorrere i feriti. L'assassino non si è arreso: ha colpito lungo le scale il commercialista Verna, quindi si è diretto - senza alcuna incertezza, come chi ha analizzato bene l'ambiente in cui si muove - verso l'ufficio del giudice Ciampi e lo ha freddato con due colpi di pistola: uno all'altezza della scapola, l'altro dell'inguine.

La fuga in moto è durata oltre venti chilometri - "circa 20-30 minuti" come testimonia il procuratore capo Bruti Liberati -: la targa del suo scooter è stata ripresa dalle telecamere e le forze dell'ordine hanno bloccato l'imputato prima che potesse, per sua stessa ammissione, uccidere ancora. Una volta in manette Giardiello si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale dove, durante l'interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Ai militari di Vimercate che lo hanno fermato, racconta il generale Maurizio Stefanizzi, nel corso di un incontro con la stampa a Milano, "ha detto che stava andando a cercare un'altra persona, che riteneva responsabile del fallimento della sua azienda, per ucciderla".

L'EX LEGALE - Era una persona particolare, inquietante ma non avrei mai immaginato che fosse capace di una cosa del genere". Così Valerio Maraniello, ex legale di Claudio Giardiello, commenta la sparatoria che ha visto protagonista l'imprenditore.

"Era un imprenditore distinto, educato, ma si era convinto di essere vittima di una truffa da parte dei soci coimputati nel processo in corso", aggiunge il legale. L'immobiliare si occupava di mediazione e proprio rispetto al fallimento della stessa sarebbe legata l'azione di oggi. Resta da stabilire come l'uomo abbia fatto entrare l'arma all'interno del tribunale: "probabilmente -spiega il legale- potrebbe essere entrato insieme all'avvocato e quindi avrebbe evitato i controlli presenti in tutti gli ingressi".

MATTARELLA - Gli inquirenti "faranno piena luce" su quanto accaduto a Milano, "spetterà poi ai vertici degli uffici giudiziari di Milano e al ministro della Giustizia prendere i dovuti provvedimenti perché simili fatti non si ripetano" commenta il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

RENZI - "Questo è il momento del cordoglio, ma bisognerà fare chiarezza su come si sia potuto introdurre un’arma all’interno di un tribunale", le parole del premier Matteo Renzi.

ORLANDO - "Ho raggiunto il ministro Alfano per esprimere vicinanza e cordoglio alle famiglie vittime, alla città di Milano, ho ritenuto opportuno essere qui per ringraziare le forze dell'ordine intervenute per assicurare giustizia rispetto a un atroce evento". Così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, durante la conferenza stampa a Milano dopo la sparatoria in tribunale. Il ministro ha incontrato familiari del giudice Fernando Ciampi, una delle vittime.

MARONI - Un fatto "sconvolgente" gli spari in Tribunale a Milano "che ci hanno indotto a sospendere il comitato sicurezza in corso". Ad affermarlo il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, uscendo dagli uffici della Prefettura. "E' sconvolgente - insiste - e inconcepibile che uno possa entrare in Tribunale con un'arma, che una persona qualunque riesca ad entrare con una pistola".

PISAPIA - Una "tragica notizia". Così il sindaco di Milano Giuliano Pisapia commenta la sparatoria. Il consiglio comunale ha visto un minuto di silenzio per le vittime, poi la decisione di Pisapia di portare proprio nell'aula magna del palazzo di giustizia "la solidarietà dell'intero consiglio comunale, la forza di una città che solo se unita riesce a dare risposte a questa follia. Abbiamo piena fiducia nella magistratura per capire come sia stato possibile che un'arma sia entrare nel palazzo di giustizia", aggiunge. Pisapia esprime "vicinanza alla magistratura per morte di una persona stimata da tutti, all'avvocatura", ma anche a tutto il personale "che non dimenticherà mai questo giorno". L'impegno è ad "evitare che fatti analoghi si ripetano".

ANM - ''Per i tragici fatti al #tribunale di Milano profondo sgomento e dolore'', scrive in un tweet l'Associazione nazionale magistrati. Domani una delegazione del Csm parteciperà all'assemblea dell'Anm a Milano ed è stata decisa la sospensione per un minuto delle attività di udienza nelle aule di tutti gli uffici giudiziari per commemorare le vittime.

UN MINUTO DI SILENZIO PER VITTIME - La presidente della Camera Laura Boldrini ha informato l'aula della sparatoria avvenuta a Milano. La Camera ha espresso il proprio cordoglio per le vittime, osservando un minuto di silenzio.



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