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Mafia: processo Mori, in aula capitano 'Ultimo'

Sergio De Caprio racconta della sparatoria a Terme Vigliatore nel '93

CRONACA

Coperto da due paraventi di tipo sanitario, il colonnello Sergio De Caprio, meglio conosciuto come 'Capitano Ultimo', ha iniziato la sua deposizione al processo d'appello al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano, nell'ottobre 1995. Prima di entrare in aula, De Caprio ha chiesto ai Carabinieri di fare uscire i giornalisti presenti per sedersi dietro il paravento e coprire così la sua identità. De Caprio, che nel gennaio 1993 aveva arrestato il boss mafioso Totò Riina, sta ripercorrendo quanto accaduto nella sparatoria del 6 aprile '93, che coinvolse il figlio di un imprenditore di Terme Vigliatore (Messina), Fortunato Imbesi, inseguito dai carabinieri del Ros e raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. L’episodio, secondo l’accusa è da ricondursi alla cosiddetta trattativa Stato-mafia che vedrebbe coinvolti i vertici del Ros. La sparatoria sarebbe stata finalizzata a mettere in allarme il boss latitante Nitto Santapaola, che si nascondeva a Terme Vigliatore, per farlo fuggire. De Caprio è teste della difesa di Mori e Obinu, rappresentata dall'avvocato Basilio Milio. Per l'accusa c'è il pg Luigi Patronaggio.




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