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Raghad e gli altri. Quando a perdere la vita sono i giovanissimi

CRONACA
Raghad e gli altri. Quando a perdere la vita sono i giovanissimi

Raghad Hasoun

Fine settimana con un bilancio drammatico di vittime. E non è una novità, visti i tempi, ma a prendere i titoli delle prime pagine (e delle home page dei siti di informazione) sono, in queste ore, i giovanissimi: dalla siriana Raghad Hasoun, 'uccisa' a 11 anni dai suoi scafisti che le hanno negato l'insulina, il suo farmaco salva-vita, gettandolo in mare come un carico inutile, alla sua coetanea nigeriana, di cui non sappiamo neanche il nome, vittima dei jihadisti di 'Boko Haram', che l'hanno imbottita di esplosivo per farle compiere un massacro in un mercato affollato di gente.


Passando per le tragedie di tre giovani italiani: il primo, 17enne, morto a seguito di un tuffo mortale sugli scogli da Castel dell'Ovo, a Napoli, il secondo, 22enne, suicidatosi in Questura a Milano, all'alba di questa mattina, dopo una furiosa lite con i suoi genitori. E il terzo, sedicenne, ucciso da una pasticca di ecstasy, dopo una notte in discoteca a Riccione.

E poi altre due vittime della strada, due ventenni, che con la loro macchina si sono schiantati contro un albero, a Bellizzi nel salernitano. In una morte che forse non sarà, come le altre, da prima pagina, ma che allunga il drammatico bilancio di una estate caldissima non solo per il clima.



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