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Roma, Ama licenzia 60 assunti per 'Parentopoli'. Protesta in Campidoglio contro la privatizzazione

CRONACA
Roma, Ama licenzia 60 assunti per 'Parentopoli'. Protesta in Campidoglio contro la privatizzazione

Il Cda Ama, su proposta del presidente Daniele Fortini, ha deliberato di procedere al licenziamento dei dipendenti assunti nel 2008 a chiamata diretta tuttora in organico (37 su 41) e di 23 autisti anch’essi assunti nel 2008. La decisione, annunciata in mattinata da Fortini a margine della seduta capitolina, è stata presa "alla luce di un’approfondita lettura delle motivazioni relative alla sentenza penale di condanna di primo grado del Tribunale di Roma dell’ex amministratore delegato e di alcuni ex dirigenti. Le motivazioni addotte nella sentenza - si legge nel comunicato - ritenute all’unanimità dall’attuale Cda Ama rigorose e inappuntabili, hanno infatti appurato che le assunzioni in questione sono da considerarsi illegittime, facendo conseguire un ingiusto vantaggio patrimoniale ai soggetti assunti. Il Cda ha dato pertanto mandato al direttore generale di porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di tutelare gli interessi di Ama e delle risorse pubbliche da essa gestite. E’ stato altresì confermato al direttore generale il mandato per l’esercizio delle azioni civili nei confronti dei soggetti condannati con la sentenza penale di primo grado".


Oggi intanto i lavoratori Ama hanno fatto una manifestazione in Piazza del Campidoglio in concomitanza con la discussione dell'Assemblea Capitolina in merito alla delibera di affidamento del servizio di igiene urbana ad Ama Spa. I sindacati Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Fiadel chiedono modifiche sostanziali al testo. "Ama Roma come te stesso, solo uniti non saremo mai sconfitti", si legge su uno striscione. "Oggi staremo qui aspettando modifiche alla delibera, e se non arriveranno da oggi potremo proclamare lo sciopero", hanno detto i dirigenti sindacali al megafono durante la manifestazione. "A Roma un personale sempre più ridotto deve operare in un perimetro ben maggiore del resto del Paese, con mezzi logori e in numero disponibile ancora non sufficiente - scrivono le sigle sindacali di Roma e Lazio Fp Cgil, Cisl Fit, Uil Trasporti e Fiadel in una dichiarazione congiunta distribuita in piazza - Ogni singolo operatore di Ama serve una superficie di intervento quasi doppia rispetto a quella di mercato, il 90% in più".

Durante il sit-in i manifestanti hanno gridato slogan contro il sindaco Marino e hanno esploso un paio di petardi.

SINDACATI CONVOCATI DA MAGGIORANZA CAPITOLINA - "Grazie alla nostra mobilitazione abbiamo ottenuto un primo risultato: al termine della seduta capitolina questa sera saremo convocati dalla maggioranza. Quindi per ora abbiamo sciolto il presidio, che è riconvocato domani alle 14, e stasera valuteremo se ci sono aperture". Così Natale Di Cola, segretario generale Funzione pubblica Cgil, all'Adnkronos, fa il punto sulla giornata di protesta dei lavoratori Ama in Piazza del Campidoglio. "Ci dicono che potrebbero esserci modifiche alla delibera, quindi vuol dire che la mobilitazione sta sortendo qualche effetto. Valuteremo il testo ma la nostra posizione è chiara: se, come è scritto, si va verso la privatizzazione dei servizi Ama, la mobilitazione continuerà. Questo braccio di ferro non fa bene a nessuno - conclude Di Cola - la tensione comincia ad aumentare e anche l'esasperazione da parte dei lavoratori. Confidiamo in un po' di ragionevolezza".

LA DISCUSSIONE IN AULA GIULIO CESARE. "Noi diamo fiducia all'azienda ma pretendiamo anche che svolga il servizio di cui è incaricato", ha detto Estella Marino, assessore all'ambiente e ai rifiuti di Roma Capitale durante la discussione in Assemblea Capitolina in cui ha illustrato la delibera per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani e di igiene urbana ad Ama Spa. "Siccome siamo convinti che ci siano parti del servizio che non funzionano e vanno migliorate abbiamo inserito in delibera il rafforzamento del monitoraggio ma anche la necessita' di prendere eventuali scelte diverse nel caso in cui gli esiti di quel monitoraggio diano delle valutazioni negative - ha aggiunto - Il primo impegno che chiediamo all'azienda e' di migliorare l'efficienza e l'efficacia del servizio erogato".

Il capogruppo di Sel Gianluca Peciola dice 'no' alla privatizzazione. "Nel programma elettorale non c'era l'esternalizzazione dell'Ama, non siamo stati eletti per questo - ha detto - Roma è sporca ma quando le cose vanno male si decide di affidare ai privati. Noi invece proponiamo un monitoraggio pubblico del servizio da parte degli stessi cittadini e proporremo un emendamento in questo senso. Ma se si va contro il mandato del popolo saremo costretti a votare no".



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