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Nuova bufera in Lombardia: arrestato Rizzi, 'padre' riforma sanità

CRONACA
Nuova bufera in Lombardia: arrestato Rizzi, 'padre' riforma sanità /Chi è

Fabio Rizzi con Roberto Maroni (Fotogramma)

Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sulla sanità lombarda già provata, nel recente passato, dagli scandali San Raffaele e Maugeri e dall'arresto dell'ex assessore Mario Mantovani. Al centro della nuova indagine il presidente della Commissione regionale Sanità ed ex senatore leghista Fabio Rizzi, 'padre' della riforma della sanità in Lombardia e braccio destro del governatore Roberto Maroni. "Per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia, il consigliere Fabio Rizzi è sospeso dalla Lega Nord" annuncia il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini.


Rizzi è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Milano nell'ambito dell'operazione 'Smile', condotta a Monza su un presunto giro di mazzette e di turbative d'appalti pubblici banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici. In tutto sono 21 le persone colpite da un procedimento cautelare. Per loro le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio

Nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da aziende ospedaliere della Lombardia, oltre ad analoghe ingerenze nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario nazionale

L'inchiesta della Procura di Monza disegna un realtà fatta di appalti truccati e tangenti con un finale 'amaro': "Gli effetti deleteri del continuo asservimento degli infedeli pubblici ufficiali e incaricati di pubblici servizi agli interessi di privati", mettono nero su bianco gli inquirenti'', dimostrano come ''non solo sono stati violati i principi cardine di trasparenza, imparzialità, legalità, indispensabili per una buona amministrazione pubblica, ma si è determinata l'erogazione di servizi scadenti con ricadute, di natura economica e non, sia sugli enti pubblici che sui pazienti''.

Rizzi, quarantanove anni, nato a Cittiglio (Varese), iscritto alla Lega Nord dal 1992, è presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale dal 16 aprile 2013. Ma il sistema sanitario di questa regione lo conosceva già bene per via del suo lavoro. Laureato in Medicina e chirurgia all'università degli Studi di Pavia nel 1991, è stato medico anestesista e rianimatore in diversi ospedali lombardi.

Del Carroccio è stato anche segretario provinciale dal 2006 al 2008, anno in cui è stato anche eletto in Senato. L'inchiesta 'Smile' condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Milano ha visto l'esecuzione di 21 ordini di custodia cautelare (9 in carcere, 7 ai domiciliari e 5 con obbligo di firma) per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.

Tra gli arrestati, oltre a Rizzi, anche Mario Longo, imprenditore vicino allo stesso Rizzi. Ai domiciliari le mogli di Rizzi e Longo: a loro era intestato il 50% delle quote di società odontoiatriche aperte insieme all'imprenditrice Maria Paola Canegrati, definita "la principale indagata" nell'inchiesta. Le indagini, avviate nel 2013, vertono su un giro d'affari per oltre 400 milioni di euro. A Rizzi e Longo, in particolare, vengono contestate diverse mazzette: una tangente di 50.000 euro (pagata in contanti grazie all'intermediazione di un soggetto accusato di riciclaggio) ed una serie di finte consulenze, per 5.000 euro al mese, fatturate dalla moglie di Mario Longo. Oltre alla "promessa di ulteriori future nuove dazioni in denaro o di incarichi di natura privata".

Il finanziamento della campagna elettorale di Fabio Rizzi per le elezioni regionali del febbraio 2013" e, infine, "la creazione di una società utilizzata per istituire alcuni ambulatori odontoiatrici in strutture sanitarie private, le cui quote sono state intestate all'imprenditrice Canegrati e, per interposta persona, a Longo e a Rizzi".

Secondo le indagini, in Lombardia, il "circuito criminale" fermato oggi a colpi di ordini di custodia cautelare, composto da politici, imprenditori e pubblici funzionari, aveva fatto del gruppo imprenditoriale Odontoquality di Arcore, dell'imprenditrice Canegrati, l'asso 'pigliatutto' in materia di appalti pubblici banditi da diverse aziende ospedaliere per la gestione, in outsourcing, di servizi odontoiatrici.



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