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Roma, Monte Testaccio da via della movida a terra di nessuno

CRONACA
Roma, Monte Testaccio da via della movida a terra di nessuno

Da rinomata via della movida a terra di nessuno. E' il declino che ha subito, nel corso degli ultimi anni, via di Monte Testaccio, la strada che parte da piazza Orazio Giustiniani e arriva fino all'incrocio con via Galvani, nel cuore dello storico quartiere romano, dove sono situati famosi locali della Capitale, dal Contestaccio all'Akab, da Radio Londra all'Alibi, e dove fino a qualche anno fa non era raro incontrare artisti e attori che sceglievano di passare lì la loro serata.


Oggi, stando alle testimonianze di chi lavora in quei locali da anni e di chi frequenta abitualmente la zona, niente di tutto questo accade più a via di Monte Testaccio, dove parcheggiatori abusivi e rapinatori la fanno da padrone. La strada deve il suo nome al Monte Testaccio, popolarmente noto come 'monte dei Cocci', una collina artificiale situata nella zona portuale dell'antica Roma e in prossimità dei magazzini. Il monte è infatti formato da 'testae', cocci, in prevalenza frammenti di anfore usate per il trasporto delle merci, che venivano sistematicamente scaricate e accumulate dopo essere state svuotate nel vicino porto fluviale.

"Questa strada una volta era uno spettacolo per la movida - raccontano all'Adnkronos dal Contestaccio, rinomato locale che ha lanciato numerosi talenti musicali e dove ancora oggi si esibiscono band emergenti - Oggi invece i locali sono distrutti. Le presenze sono calate massicciamente e molti locali hanno dovuto ridurre il personale perché sono calati enormemente gli incassi. I rapinatori, favoriti anche dalla poca illuminazione e dall'assenza di controlli, avvicinano i clienti quando escono dai locali, mentre vanno a riprendere le loro auto e li derubano. Non hanno paura di niente".

"Manca un presidio serio del territorio da parte delle forze dell'ordine", aggiungono .

"Il venerdì e il sabato i parcheggiatori abusivi agiscono indisturbati - dice un dipendente del ristorante 'Flavio al Velavevodetto' - spesso è preferibile non passeggiare perché la strada è scarsamente illuminata e di pattuglie non se ne vedono quasi mai. Fortunatamente il nostro locale va bene, ma noi siamo ristorante, so che diversi locali e discoteche stanno andando molto male: rispetto a tre quattro anni fa la situazione è peggiorata".

A parlare all'Adnkronos anche la vittima di una rapina, avvenuta il 3 dicembre scorso in via Zabaglia. "Erano le 23.45, ero appena sceso dalla mia auto dopo averla parcheggiata, stavo camminando in via Zabaglia quando sono passato davanti a due ragazzi che erano seduti vicino a un albero - racconta F.G. - Appena li ho superati, con la coda dell'occhio ho notato che si sono alzati di scatto e si sono infilati un passamontagna".

"Mi hanno raggiunto e uno dei due mi ha afferrato dal giaccone dicendomi 'dammi i soldi' - prosegue - non so se fossero italiani o stranieri. Io sono riuscito a divincolarmi ma ho visto che lo stesso che mi aveva strattonato ha estratto una pistola e l'altro gli ha urlato 'spara'. Per fortuna in quel momento è passata una macchina e io sono riuscito a scappare. Poi ho chiamato il 112, mi hanno detto che avrebbero mandato una pattuglia ma io ero sotto choc e ho lasciato perdere. Tanto anche se li avessero fermati cosa gli avrebbero fatto?".

"La notte tra il 17 e il 18 dicembre, mentre tornavamo alla macchina all'uscita da un locale ci sono venuti incontro due o tre ragazzi stranieri - racconta una ragazza - ci hanno un po' spintonato e con la scusa di chiedere che ora fosse hanno provato a derubarci. E' una tecnica che usano spesso, mentre tu ti guardi intorno dopo esserti sentito urtare viene un altro da dietro, ti 'accerchiano' e ti mettono le mani in tasca per tentare di rubare cellulari o portafogli".

E il problema non sono solo le rapine. "Di droga ne gira tanta - dice un altro ragazzo che lavora in una pizzeria - C'è uno spartiacque tra la zona del Macro, dove è stata rifatta la piazza e non ci sono più i parcheggiatori, e via di Monte Testaccio: appena ci si addentra si vedono i 'mostri', ormai chi viene qui lo fa per 'sfasciarsi'".

Diversa invece la situazione nel resto del quartiere. Dall'altro lato di Testaccio, da via Galvani a piazza Testaccio, dove ci sono perlopiù ristoranti, non vengono segnalate criticità particolari. C'è chi lamenta però problemi sulla pulizia delle strade.

"C'è un problema sulla pulizia della strada e in particolare con le foglie, nessuno passa a spazzare e anche la raccolta non sempre è puntuale", dicono da 'Masto' a via Galvani. "So che dall'altro lato ci sono problemi sulla sicurezza - aggiunge - Il semaforo all'incrocio tra via Galvani e via di Monte Testaccio sembra uno spartitraffico tra zone diverse".

"Noi notiamo un miglioramento dal punto di vista della sicurezza - aggiungono dal ristorante 'Pecorino' a via Galvani - Negli anni passati era molto peggio, da quando hanno rifatto la piazza davanti al Macro non ci sono più neanche i parcheggiatori. L'unica criticità è che ci hanno tolto i tavolini. Non si capisce perché dai piani di massima occupabilità hanno deciso che da questo lato di via Galvani non vanno bene, mentre sulla stessa strada ma dal lato di fronte e appena girato l'angolo da piazza Giustiniani in poi sì. Il problema è che chi scrive questi piani sta chiuso dentro gli uffici e non sa quello che succede fuori..."



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