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Manifestazione antifascista di Anpi a Milano

CRONACA
Manifestazione antifascista di Anpi a Milano

Manifestazione Anpi, Milano

"Ognuno prende le decisioni che reputa opportune, noi abbiamo preso quella di essere in piazza Fontana per ribadire da che parte sta Milano". Così Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano, intervenendo alla manifestazione organizzata dall'Anpi di Milano e provincia per dire no a qualsiasi forma di ritorno del fascismo. "Sicuramente - spiega Scavuzzo - oggi qui ricordiamo che 'Ora e sempre Resistenza' non è solo un modo di dire".


Ed è importante ricordare anche che "non dobbiamo abbassare la preoccupazione rispetto alla responsabilità di ciascuno". Al presidio, al quale aderiscono anche Pd, Sinistra x Milano, Milano in Comune e Cgil -Cisl-Uil, oltre al comitato antifascista lombardo e 'Milano antifascista', sono presenti diverse centinaia di persone con bandiere e manifesti. Alle quali si è aggiunto un gruppo composto da una cinquantina di giovani dei centri sociali, arrivati in corte gridando slogan e cantando 'Bella Ciao'.

"Milano antifascista - prosegue la vice sindaco - credo sia una delle caratteristiche della nostra città e oggi stiamo ristabilendo un pochino di ordine rispetto alle tante cose che si sono dette", anche perché "qualcuno pensa non ci sia più la forza e la determinazione di ribadire da che parte sta Milano".

Essere in piazza, dunque, "è importante perché ci vuole una risposta forte e numerosa a tutte quelle iniziative e manifestazioni neofasciste e neonaziste che stanno assumendo una dimensione preoccupante". Specie perché "come dimostra la petizione online lanciata dai nazifascisti della provincia di Varese che vogliono mettere fuorilegge l'Anpi e processare i partigiani viventi come criminali di guerra, siamo arrivati alla situazione paradossale che chi si pone in aperto contrasto con la Costituzione, le leggi e la legalità non solo non viene sciolto, ma chiede che venga sciolta l'Anpi, che è erede della Resistenza e della Costituzione repubblicana".

Ecco perché, conclude Cenati, "ci vuole una reazione molto decisa da parte delle forze politiche democratiche e una risposta forte anche da parte delle autorità".



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