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Maturità con un '5' e bocciature alle elementari, ecco la Buona Scuola

CRONACA
Maturità con un '5' e bocciature alle elementari, ecco la Buona Scuola

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All'esame di maturità anche con un'insufficienza dal 2017-2018. Meno ostacoli per arrivare all'esame di terza media. Bocciare alle elementari? Possibile. Tra ipotesi, certezze e dubbi, la Buona Scuola approda sul tavolo del Consiglio dei ministri, che oggi ha varato gli otto decreti attuativi della delega prevista dalla legge 107/2015.


Il primo decreto riguarda l'accesso ai ruoli del personale docente, delineando l’articolazione del percorso unitario di accesso e formazione ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente della scuola secondaria, nonché dell’insegnamento tecnico-pratico, denominato 'Sistema di formazione iniziale e di accesso'.

Il secondo provvedimento disciplina la promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il decreto aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale ed internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia.

Il terzo decreto è relativo alla revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché al raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale. Viene superata la sovrapposizione tra istruzione professionale e istruzione tecnica attraverso il rafforzamento dell’identità dell’istruzione professionale, prevedendo indirizzi di studio ispirati a un moderno concetto di occupabilità, riferito ad ampie aree di attività economiche, e non a singoli mestieri.

C'è poi il decreto che ridisegna la scuola dell'infanzia da 0 a sei anni, puntando a valorizzare l’esperienza educativa in questa fascia di età, con l’obiettivo di darle adeguata collocazione all’interno del percorso di formazione della persona.

Il decreto per il diritto allo studio riorganizza le prestazioni, anche accessorie, per il sostegno allo studio, per garantire su tutto il territorio nazionale l’effettività di tale diritto degli alunni e degli studenti del sistema nazionale di istruzione e formazione, statale e paritario, fino al completamento del percorso secondario di secondo grado.

Il testo sulla cultura umanistica prevede che il ministero dell’Istruzione; l’Istituto nazionale documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire); le istituzioni scolastiche; le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam); gli Istituti tecnici superiori (Its) e gli Istituti di cultura italiana all’estero concorrano a realizzare un sistema coordinato per la progettazione e la promozione della conoscenza delle arti e della loro pratica quale requisito fondamentale del percorso di ciascun grado di istruzione del sistema nazionale di istruzione e formazione.

Il decreto sulla disciplina della scuola italiana all’estero aggiorna gli ordinamenti per rispondere in maniera flessibile alla realtà socio-economica di ciascuno dei Paesi esteri in cui si opera, rafforza la missione di promozione della cultura italiana all’estero e il suo coordinamento con le iniziative dell’intero sistema Paese e razionalizza le norme sul personale all’estero.

L'ultimo decreto sulla valutazione, certificazione delle competenze ed esami di Stato, riordina e coordina in un unico testo le disposizioni vigenti in materia di ammissione alla classe successiva per gli alunni del primo ciclo, prevedendo l’ammissione anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione; l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, che viene semplificato nel numero di prove scritte e nelle modalità di attribuzione della valutazione finale, con l'attribuzione della presidenza delle commissioni d’esame al dirigente scolastico; l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, con, tra l’altro, la riduzione a due delle prove scritte e l’eliminazione della prova multidisciplinare predisposta dalla commissione e il potenziamento delle attività di alternanza scuola-lavoro.

Cambiano le tanto contestate prove Invalsi, con l'eliminazione di quella scritta a carattere nazionale dall’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Tale prova verrà effettuata in un altro momento dell’anno scolastico e con la sola funzione di requisito obbligatorio di ammissione all’esame.

Lo stesso decreto prevede inoltre l’integrazione delle prove di italiano e matematica con una ulteriore sezione per la rilevazione dell’apprendimento della lingua inglese; l'attestazione delle competenze nel primo ciclo, con la definizione mediante apposito decreto ministeriale di un modello di attestazione delle competenze trasversali e delle competenze chiave di cittadinanza da rilasciare al termine della terza classe di scuola secondaria di primo grado.

Per le commissioni d’esame, infine, viene istituito un apposito albo regionale dei presidenti, cui potranno accedere dirigenti scolastici e docenti della scuola secondaria di secondo grado in possesso di requisiti definiti a livello nazionale, con la previsione di una formazione dedicata ai presidenti di commissione.



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