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"Faccia i nomi delle Ong colpevoli", Mentana 'sfida' il Procuratore di Catania

CRONACA
Faccia i nomi delle Ong colpevoli, Mentana 'sfida' il Procuratore di Catania

(Fotogramma)

Una 'denuncia fortissima' ma che, senza una chiara indicazione dei nomi, rischia di trasformarsi solo in un inutile polverone mediatico. Enrico Mentana 'sfida' via Facebook il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, chiedendo chiarezza sulle frasi pronunciate stamane in diretta ad Agorà, dove parlando delle recenti accuse alle organizzazioni non governative, Zuccaro aveva affermato: "A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate da trafficanti". Una rivelazione 'bomba', quella lanciata in tv dal magistrato, che tuttavia non è stata corredata da ulteriori prove. Tanto è bastato al direttore del Tg La7 per chiedere un chiarimento (e prove verificate) in un post.


"Questa mattina - scrive infatti Mentana - Agorà ha mandato in onda un'intervista al procuratore capo di Catania sulla questione dei possibili rapporti tra i trafficanti di migranti e alcune Organizzazioni Non Governative. Tema esplosivo, già al centro nei giorni scorsi di un durissimo scontro tra Di Maio e Saviano. Le parole del magistrato siciliano danno ragione al deputato m5s, anzi vanno ancora più in là: "A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti, e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga. Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante. Si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l'economia italiana per trarne dei vantaggi"".

"Una denuncia fortissima - continua il direttore -. Ma un procuratore non dovrebbe limitarsi a fare denunce, dovrebbe indagare e poi esporre i risultati del suo lavoro di inquirente. Così si rischia di sparare nel mucchio, colpendo organizzazioni benemerite che agiscono nel sud del Mediterraneo (penso ad esempio a Medici senza Frontiere). Procuratore Zuccaro - incalza Mentana -, forse sarebbe il caso di fare i nomi delle Ong che "potrebbero essere finanziate dai trafficanti", e di quelle che "perseguono la finalità di destabilizzare l'economia italiana". Tanto immagino che i loro responsabili siano già stati indagati, vista la gravità dei reati da lei ipotizzati a loro carico".

"Se così non fosse - avverte ancora il direttore - sarebbe irresponsabile da parte sua lasciarsi andare a mere congetture su un'indagine del suo stesso ufficio. La lotta al traffico di uomini è di primaria importanza, l'ombra di un ruolo ambiguo o di fiancheggiamento da parte di organizzazioni umanitarie è gravissima, e nel caso l'azione dovrebbe essere tempestiva e decisa, senza guardare in faccia a nessuno. Ma un magistrato parla per atti, con nomi e cognomi, circostanze e addebiti secondo i codici. Se no è il primo ad alzare il polverone dove serve la massima chiarezza".



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