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Delitto Gucci, custode ferito: "Orlando mi ascolti". Senza giustizia da 22 anni strappa scheda elettorale

CRONACA
Delitto Gucci, custode ferito: Orlando mi ascolti. Senza giustizia da 22 anni strappa scheda elettorale

La pazienza è finita. Dopo 22 anni di processi per avere giustizia, Giuseppe Onorato, il custode rimasto ferito nell'agguato a Maurizio Gucci, è pronto a passare all'azione: "Strapperò la tessera elettorale", perché "mi sento preso in giro da uno Stato che non sa tutelare i suoi cittadini", annuncia all'Adnkronos. "Alcuni mesi fa ho scritto al ministro della Giustizia Andrea Orlando, ma non avuto nessun tipo di risposta", dice l'uomo, oggi 73enne, a cui è stato riconosciuto un risarcimento di 200 milioni di lire (circa 100mila euro).


Soldi che Patrizia Reggiani, vedova dello stilista ucciso a colpi di pistola il 27 marzo 1995, ritenuta la mandante dell'agguato in via Palestro a Milano, non gli ha mai versato. Inutile sollecitarle il versamento di parte dello stipendio (120 euro la cifra stabilita dal giudice) che la donna percepiva lavorando per una griffe, dopo aver trascorso in carcere 16 dei 26 anni di condanna. "Una richiesta che mi è costata una cartella esattoriale di 900 euro. Il bilancio è di oltre 20mila euro spesi per ottenere giustizia e ora non voglio spenderne neppure mezzo", rivela.

"Io a questo punto sono nauseato non credo più ai politici, non credo che qualcuno mi difenda o che il ministro della Giustizia abbia voglia di ascoltarmi; eppure sono io la vittima di una storia di cronaca nera più grande di me. Se fossi stato io ad avere torto, mi avrebbero già tolto la mia misera pensione". Il senso di "abbandono" è quello che accompagna l'ex custode: "E' un peccato che in questo Paese per avere giustizia - riconosciuta dai giudici, quindi dallo Stato - si debbano fare gesti eclatanti o andare nei salotti televisivi. Io potrei sedermi davanti alla porte della Reggiani e non andarmene fino a quando non mi riconosce quanto dovuto, ma io non sono un miserabile e non perderò per lei la mia dignità", conclude Onorato.



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