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Strage Falcone: scuola di Campofelice Roccella tra i vincitori concorso Miur

La scuola ha organizzato una manifestazione di piazza

CRONACA
Strage Falcone: scuola di Campofelice Roccella tra i vincitori concorso Miur

Due alunne di Campofelice

L’istituto comprensivo di Campofelice di Roccella (Palermo), con le sezioni di Collesano e Lascari, guidato dal dirigente scolastico Fabio Pipitò, è tra le scuole vincitrici del concorso “Le scuole di Palermo per il 23 maggio”, bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Falcone. Alla scuola, pertanto è stato assegnato un contributo di mille euro. Per celebrare il venticinquesimo anniversario della Strage di Capaci, l’Istituto, nell’ambito del progetto dal titolo Di parola in parola: mediat(t)ori di legalità, ha organizzato una manifestazione di piazza che riunisce i tre comuni, Campofelice, Collesano e Lascari, coinvolgendo le varie istituzioni, le associazioni e il territorio tutto, "per riflettere e confrontarsi insieme sul tema della Legalità, al fine di promuovere l’educazione dei giovani alla cittadinanza democratica, ai diritti umani e alla giustizia". La piazza di Campofelice di Roccella, per l’intera giornata del 23 maggio, diventerà un libro singolare, che tutti potranno leggere. Le pagine del libro saranno dei lenzuoli bianchi, su cui gli alunni hanno trasferito slogan, nati dalle riflessioni fatte attraverso le parole e le vite di figure-simbolo della “Legalità”, donne e uomini che hanno lottato contro tutte le mafie. Così scrivono le referenti del progetto, le docenti Anna Ilardo e Grazia Imbraguglia.


"Chi fa il mestiere di insegnante non può non nutrire una fede assoluta nella parola. Non tanto per una questione linguistica, quanto, piuttosto, per il fatto che “la parola”, essendo espressione del pensiero, non solo dà forma alla realtà, ma la crea e dunque è un potentissimo strumento di cambiamento. "Le parole fanno le cose", nel momento stesso in cui le nominano. La bellezza delle parole sta tutta qui: nella loro straordinaria forza creatrice. Educare alla parola significa quindi educare alle azioni, e in quest’ottica la Scuola ha anche il ruolo fondamentale di mediare tra le istanze educative di cui si rende promotrice e la volontà di incidere sul contesto territoriale, rendendolo attore e coautore delle proprie scelte".



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