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Venezia, protesta dei migranti in ex base militare di Cona

CRONACA
Venezia, protesta dei migranti in ex base militare di Cona

(Fotogramma)

Alcuni migranti ospiti dell'ex base militare di Conetta di Cona, in provincia di Venezia, hanno costituito questa mattina all'alba un presidio all'interno della struttura per manifestare il proprio disagio per il sovraffollamento e in generale per le condizioni critiche di alloggio. Il presidio, del tutto pacifico, troverebbe motivazione nei continui arrivi di questi giorni. Con oltre 1600 persone, la situazione dell’ex base è diventata, secondo il sindaco di Cona Alberto Panfilio, "insostenibile". 


"Si è svolto tutto in modo pacifico" afferma il sindaco, "i migranti della base erano lì che osservavano i pullman arrivare, non credevano ai loro occhi, le loro rimostranze sono state del tutto civili. E' una presa di posizione nei confronti di Prefettura e Governo che da un lato dicono che non ci saranno altri ingressi nella struttura e dell’altro continuano a far arrivare persone. Io approvo la posizione di questi migranti; oggi lo scontro non è tra nero e bianco, bensì tra chi sa fare politica e chi non la sa fare. E' una situazione di caos che ormai dura da anni, non possiamo essere ancora in queste condizioni. I migranti hanno detto in maniera esplicita che non vogliono dare fastidio ai residenti e chiedono civilmente che Governo e Prefettura mantengano le promesse. Questo è il fallimento di un progetto di gestione dei flussi migratori".  

Per Gigliola Scattolin, segretario metropolitano del Partito Democratico "questo territorio in generale e Cona in particolare ha dato molto in termini di ospitalità dei profughi. Noi tutti apprezziamo il lavoro che il governo sta facendo, e in particolare l’impegno del ministro Minniti che finalmente sta affrontando la questione immigrazione con grande serietà. Tuttavia non si può più nascondere che Cona e il Veneto stanno dando moltissimo in termini di territorio, sicurezza e certezze verso i cittadini. Auspichiamo tutti una soluzione diversa, e soprattutto che chi ha dato molto come il territorio veneziano e chioggiotto non venga ulteriormente chiamato a responsabilità mentre altre zone del Paese hanno certamente dato meno di noi".



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