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Migranti, CasaPound Roma: "Pronti a battaglia"

CRONACA
Migranti, CasaPound Roma: Pronti a battaglia

(Fotogramma)

“Senza tavolo straordinario su Tiburtino Terzo, pronti a bloccare il Consiglio Municipale". E' quanto dichiara il responsabile laziale per CasaPound, Mauro Antonini, a distanza di due giorni dall'ennesima protesta dei residenti del quartiere nella periferia est di Roma, esasperati dalla complicata convivenza con gli ospiti del centro di accoglienza di via del Frantoio.


"Dal 2014 CasaPound si batte per la chiusura del centro, attualmente gestito dalla Cri. Un paio di mesi fa abbiamo anche occupato simbolicamente l'ufficio dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Laura Baldassarre, con lo scopo di porre l'attenzione sulla situazione di emergenza in atto. Sapevamo che prima o poi sarebbe scoppiata una bomba sociale - spiega Antonini - La struttura in questione rappresenta infatti un’anomalia nel sistema di accoglienza. Nasce dalle ceneri del Baobab, non è lo Sprar, né Cara di Mineo, ma è un escamotage messo in atto dal Comune di Roma con il tacito assenso della Prefettura, volto ad ospitare i cosiddetti 'transitanti' la cui permanenza sul suolo italiano però non sembra essere così fugace. Lo stesso eritreo, reo di aver lanciato i sassi al bambino, era stato ospite del centro di via del Frantoio fino a luglio scorso e al momento della protesta soggiornava presso il Cas di via Staderini. Crediamo che la Croce Rossa debba dare risposte in merito al motivo per cui un transitante si trovi a transitare in Italia nei pressi del centro di via del Frantoio".

"È molto grave che Pamela, la signora italiana intervenuta per difendere il nipotino, sia stata trattenuta a forza e percossa all'interno del centro da parte di alcuni migranti. Ed è ancora più grave che il Presidente del IV Municipio, Della Casa, non abbia avuto una parola di solidarietà nei confronti della donna aggredita, né di sostegno ai residenti del Tiburtino Terzo. Non una. Specialmente in questi giorni segnati dagli atroci fatti di cronaca per la violenza sessuale di un'anziana e di una giovane ragazza da parte di alcuni nordafricani, non possiamo escludere rischi per i cittadini - conclude - Se accogliere questi signori significa fregarsene dei rischi per la sicurezza del proprio popolo, noi non siamo più disposti ad accogliere".



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