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In Alto Adige le erbe dal territorio all'alambicco

CRONACA
In Alto Adige le erbe dal territorio all'alambicco

Villa Laviosa inventa un nuovo modo di fare il Gin Le erbe del Trentino Alto Adige entrano nei drink. In Val Gardena, sul monte Seceda, o in Val D'Ega, erbe come asperula, pino mugo, cirmolo, ginepro, fieno, ortica. Erbe che si trovano in alta montagna e in uso nella tradizione della cucina altoatesina, e che Alberto e Saverio di Villa Laviosa, azienda artigianale di distillati e liquori, raccolgono per le loro grappe: "Dodici tipologie diverse di erbe, alcune delle quali vengono utilizzate non solo per i distillati ma anche per il gin", spiega Alberto Franchi, uno dei soci della giovane azienda di distillati e liquori nata nel 2000 "con l'obiettivo di realizzare distillati legati al territorio, cercando di coniugare tradizione con innovazione.


"Ecco perché -continua Saverio Capellupo, responsabile della produzione - tra i nostri prodotti di punta ci sono le grappe aromatizzate con miele, ginepro, pino mugo, cirmolo, ruta, genziana. La raccolta di queste radici ed erbe viene fatta da noi personalmente in modo da realizzare le diverse infusioni nei tempi e con le modalità migliori. E poi -aggiunge- andare a cercare erbe con la famiglia, i figli diventa anche un modo per stare insieme". Nel 2016 Villa Laviosa ha vinto un premio europeo per la produzione del Noselar, un liquore alle nocciole tostate conosciuto dai ragazzi dell'Alto Adige come grappa alla Nutella per il sapore che gli somiglia. Dalla montagna arriva anche la grappa al fieno. Un fieno rigorosamente scelto da un botanico, non contaminato e lontano dai centri abitati, messo a essiccare e poi lasciato in infusione in grappa dove rimane dai 30 ai 45 giorni.

Riscoprire la cultura dei distillati sembra una tendenza sempre più praticata ovunque. E spesso i luoghi di produzione diventano delle vere e proprie attrazioni turistiche. E' il caso del Gin 8025, un'ulteriore sfida di Villa Laviosa che "sfrutta" le risorse spontanee della terra del Trentino Alto Adige: ginepro, Pino Mugo e Cirmolo raccolti nel cuore delle Dolomiti a oltre 2400 metri, 8025 piedi di altezza (da cui il nome del Gin) sul monte Seceda in Val Gardena, un progetto nato e cresciuto insieme alla Baita Sofie: 8025 tonic un modo nuovo di assaporare il gin. Un aperitivo a basso tasso alcolico, a zucchero zero, perché "il nostro scopo - sottolinea Alberto Franchi - è utilizzare tecniche che esaltino le proprietà delle singole botaniche, mantenendo i profumi e gli aromi originali delle piante raccolte nel nostro territorio .



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