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Scontro treni Puglia, "poca sicurezza per motivi economici"

CRONACA
Scontro treni Puglia, poca sicurezza per motivi economici

Lo scontro fra treni tra Andria e Corato in Puglia (FOTOGRAMMA)

Misure di sicurezza non adottate per motivi economici. E' quanto emerge dall'inchiesta sullo scontro frontale tra due treni della Ferrotramviaria avvenuto sulle linee delle ferrovie Bari Nord, tra Andria e Corato, il 12 luglio dell’anno scorso, provocando la morte di 23 persone e 51 feriti, alcuni in modo grave.


"E’ stato accertato - scrive la Procura della Repubblica di Trani in una nota diffusa dalla Polizia - che nel corso degli anni si erano verificate numerose situazioni di pericolo, determinate da errori umani molto simili a quelli verificatisi il 12 luglio 2016, che avrebbero dovuto indurre la dirigenza a predisporre misure urgenti di riduzione e contenimento del rischio, quali l’installazione di un sistema di blocco elettrico automatico, la riduzione delle velocità dei treni e l’aumento della separazione temporale tra un convoglio e l’altro. Queste misure non furono adottate per motivi economici, confidando nel futuro ammodernamento dell’intera linea ferroviaria e accettando, pertanto, nelle more di questo previsto ammodernamento, il rischio di un incidente".

LE ACCUSE - Nei giorni scorsi sono stati notificati 19 avvisi di conclusione delle indagini ad altrettante persone. Tra i reati contestati, a vario titolo, si annoverano il disastro ferroviario, l’omicidio colposo e le lesioni gravi colpose.

LE INDAGINI - Tre le fasi in cui si sono sviluppate le indagini, ciascuna corrispondente a un livello di responsabilità. Oltre a quella (la seconda) che ha riguardato l’intera gestione della sicurezza della circolazione ferroviaria da parte di responsabili e dirigenti di Ferrotramviaria, nella prima fase invece è stata ricostruita la dinamica dei fatti e individuate le responsabilità degli agenti ferroviari che gestirono l’incrocio tra i treni ET1016 ed ET1021.

In particolare è stato accertato che il capostazione di Andria, avendo già autorizzato la partenza del treno ET1016 da Corato, avrebbe dovuto attenderne l’arrivo prima di licenziare il treno ET1021.

Ugualmente il capotreno e il macchinista dell’ET1021 non sarebbero dovuti partire, nemmeno dopo il segnale del capostazione, prima di aver personalmente verificato l’arrivo dell’ET1016. Nell'incidente persero la vita due macchinisti e un capotreno. Tra i feriti anche il capotreno dell’ET1021.



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