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Sequestrati beni per 150 milioni a editore Ciancio

CRONACA
Sequestrati beni per 150 milioni a editore Ciancio

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Il tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso un decreto di confisca e di sequestro e contestuale confisca relativo a conti correnti, polizze assicurative, di 31 società, quote di partecipazione detenute in ulteriori 7 società e beni immobili nei confronti dell’imprenditore ed editore Mario Ciancio Sanfilippo. Il valore dei beni, in corso di compiuta quantificazione, non è inferiore a 150 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito a cura dei Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Catania.


"Alla luce degli sviluppi giudiziari che riguardano le proprie aziende", Mario Ciancio Sanfilippo ha rassegnato le proprie dimissioni da direttore de 'La Sicilia'. Contestualmente ha lasciato la condirezione il figlio, Domenico Ciancio Sanfilippo. Il giornale da domani sarà firmato da Antonello Piraneo, nominato direttore responsabile dall'assemblea dei soci della Domenico Sanfilippo Editore. Mario Ciancio ha così motivato la propria decisione: "Lascio oggi con amarezza la direzione di questo giornale da me assunta, con passione, entusiasmo e spirito di servizio, nel lontano 1967. Lascio perché penso che oggi un mio passo indietro, seppur doloroso, rappresenti una scelta che possa aiutare me ad essere più libero rispetto alla prova che mi tocca affrontare e perché ciò può contribuire ad evitare che restino eventuali dubbi nei miei 400.000 lettori, nei giornalisti, nei tipografi e nei collaboratori - dice -Ma lascio a fronte alta, perché non ho commesso alcuno dei reati di cui sono accusato". "E lo dimostrerò. Per questo, e direi nonostante tutto, mantengo intatta la fiducia nella magistratura. Chiedo solo, a 86 anni - e so di averne il diritto - di vivere da cittadino libero da interminabili processi - Ho dedicato la mia vita a questa testata, ereditata da mio zio Domenico Sanfilippo che ne fu il fondatore. Io ne ho difeso sempre l'indipendenza e l'autonomia, anche nei tempi di crisi cominciati oltre 10 anni fa, rispondendo con il mio patrimonio personale. Sono sicuro che chi mi seguirà in questo impegno sociale e civile andrà ancora più avanti, e che La Sicilia sarà sempre libera e indipendente".

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