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Piemonte, mediazione entra in classe per risolvere conflitti

CRONACA
Piemonte, mediazione entra in classe per risolvere conflitti

(Fotogramma)

Approfondire il tema della mediazione come strumento di gestione e risoluzione dei conflitti in ambito scolastico, coinvolgendo gli studenti in prima persona e aiutandoli a sviluppare le loro abilità nella comunicazione verbale e non verbale. E’ l’obiettivo del seminario In(s)contro, organizzato dalla Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Piemonte in collaborazione con la sezione piemontese dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia (Aimff) e l’associazione Resolutia, specializzata in mediazione delle controversie.


Durante l’incontro, svoltosi all’Istituto Avogadro, i partecipanti si sono confrontati sulla creazione di una rete di soggetti specializzati in metodi alternativi di risoluzione delle controversie, in grado di fornire ai giovani gli strumenti per trasformare gli scontri del quotidiano in occasioni di incontro e diventare loro stessi facilitatori di soluzioni positive dei conflitti tra pari e supporto per i coetanei vittime di bullismo o cyberbullismo. Gli studenti hanno simulato una mediazione tra pari e per concludere sono stati presentati alcuni progetti realizzati nelle scuole del Piemonte. 

"Ho avuto modo di conoscere l’attività della mediazione dei conflitti applicata in ambito scolastico e, alla luce dei positivi effetti prodotti, ritengo sia utile provare a mettere in piedi una rete per divulgare questa tecnica con il prezioso contributo delle associazioni che già se ne occupano", sottolinea la garante regionale, Rita Turino ricordando che la mediazione tra pari è ampiamente diffusa negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei e offre grandi possibilità di intervento e di formazione dei giovani, insegnando loro ad aggredire i problemi e non le persone e, dunque,  contribuendo a prevenire le discriminazioni e il fenomeno della dispersione scolastica. 

Nel percorso di formazione dei giovani mediatori, uno strumento utilizzato è la pratica delle arti marziali, in particolare dell'aikido che, portando il praticante a sperimentare l'’aggressione’, il conflitto, lo stress all'interno di norme espresse, volte a tutelare l'integrità fisica ed emotiva di tutte le parti coinvolte, permette di imparare a conoscere e riconoscere i propri meccanismi difensivi e le migliori soluzioni al singolo problema. Il seminario affronterà anche questo aspetto.



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