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Caso Regeni, Roma indaga 007 egiziani

CRONACA
Caso Regeni, Roma indaga 007 egiziani

(Foto Fotogramma)

Verranno effettuate all'inizio della prossima settimana le prime iscrizioni nel registro degli indagati da parte dei pm di Roma nell'inchiesta per il sequestro e l'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore friulano trovato morto il 4 febbraio del 2016 in Egitto, sulla strada che collega il Cairo con Alessandria d'Egitto. Ad ora non è stato ancora definito il numero dei presunti sospettati che gli inquirenti individuarono in almeno nove, tra poliziotti e appartenenti ai servizi segreti egiziani, nell'informativa redatta nel dicembre 2017. Il reato contestato è sequestro di persona. L'accelerazione nell'inchiesta da parte dei magistrati italiani è arrivata dopo il decimo incontro al Cairo tra la delegazione italiana, guidata dal pm Sergio Colaiocco, con i magistrati egiziani.


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La famiglia Regeni "esprime gratitudine per il lavoro prezioso ed incessante della procura e degli investigatori di Roma che ha portato, insieme alle indagini difensive svolte dai nostri consulenti ed avvocati, ad accettare l'identità di alcuni dei responsabili del sequestro, delle torture e della morte di Giulio". "Confidiamo - spiega la famiglia in una nota - che l'iscrizione nel registro degli indagati di questi soggetti possa segnare una definitiva accelerazione nell'accertamento processuale di quella verità che inseguiamo incessantemente da 34 mesi insieme a migliaia di cittadini". Oggi l'avvocato della famiglia, Alessandra Ballerini, ha incontrato il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto procuratore Sergio Colaiocco per un aggiornamento sullo stato delle indagini. La legale ha poi avuto un incontro con il presidente della Camera Roberto Fico "che fin dal primo momento ha dimostrato salda e concreta vicinanza alla nostra battaglia per ottenere verità e giustizia".



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