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Grillo: "Bonus bebè non basta, è solo aiutino"

CRONACA
Grillo: Bonus bebè non basta, è solo aiutino

(Foto Adnkronos)

Dal bonus bebè ("Solo un aiutino") ai nuovi membri del Consiglio superiore di sanità (ci sarà "una selezione meritoria sulla base del curriculum") fino all'alleanza gialloverde ("Diversità è punto di forza"). In un intervista esclusiva all'Adnkronos Salute la ministra della Salute, Giulia Grillo, ha parlato anche della sua personale esperienza di neomamma: "Vaccinerò mio figlio, naturalmente nei tempi opportuni". Quanto a quelli non obbligatori come quelli contro le meningiti "valuterò con il pediatra di fiducia" (Guarda l'INTERVISTA VIDEO).

Bonus bebè e maternità - "Onestamente il bonus bebè non basta a sostenere le famiglie che hanno un figlio. E' un aiutino, ma bisogna fare molto di più", ha detto la ministra ricordando che "un bambino, se viene allattato in maniera artificiale, ha un costo enorme". Non a caso "noi chiediamo che tutte le madri possano essere spinte e aiutate ad allattare al seno. Anche i pannolini hanno un costo importante. Si viaggia, in generale, sui 500-600 euro al mese, per il latte non posso quantificarlo precisamente, perché io allatto al seno". Si tratta di costi davvero elevati "soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Il secondo figlio in Italia comincia a diventare veramente un bene di lusso". Inoltre "serve un'assistenza specialistica, pratica e sul territorio, oltre che economica, alle neomamme e ai loro bambini". "In Italia - ha detto - ci si è dimenticati dell'assistenza territoriale alla puerpera, e quindi anche al neonato". "Un'assistenza che in diversi Paesi del Nord Europa esiste. E che io - racconta Grillo alla luce della recente maternità - ho rilevato essere fondamentale anche nell'esperienza personale. Sopratutto se la madre, vive sola, senza parenti, come spesso accade quando si cambia città".

Css - "Una selezione meritoria sulla base del curriculum: così saranno scelti i nuovi membri del Css", ha annunciato Grillo all'indomani dell'azzeramento dell'ultimo Consiglio superiore di sanità. Le nuove nomine sono attese per gennaio. Quello di aver revocato il mandato dei componenti nominati dal precedente governo, ha aggiunto, "è un segnale di cambiamento a cui teniamo e che io ho dato in tutti gli organi e le commissioni che afferiscono al ministero, per dare spazio a figure che in questo Paese sicuramente ci sono. I componenti di questo organo consultivo devono essere tutte persone con un dato standard curriculare, quindi verranno selezionate le figure andandole a cercare, cosa che farò insieme al mio staff, dentro alle università e alle realtà territoriali italiane".

Governo gialloverde - "Noi siamo disposti a sacrificare quello che abbiamo inserito nel contratto di governo. Dopo chiaramente ci sono dei temi che se non sono stati inseriti è perché sapevamo già che sarebbe stato difficile se non in alcuni casi impossibile trovare un accordo. Però io non lo considero un segno di debolezza, ma la diversità tra Lega e Movimento 5 Stelle è un segnale di forza, perché siamo in un sistema democratico ed è fondamentale che le forze di Governo si confrontino e trovino una mediazione anche politica, poiché nessuno ha la verità assoluta", ha affermato la titolare del dicastero di Lungotevere Ripa sottolineando allo stesso tempo: "Sicuramente se avessimo governato da soli avremmo potuto realizzare più parti del nostro programma".

Sanità - "Lo Stato non può rispondere a tutte le esigenze di cura. Quindi ben venga l'operatore privato purché sia controllato con regole di ingaggio e in maniera precisa. Perché è lì che si può annidare il problema reale quando si parla di privato in sanità", ha spiegato Grillo aggiungendo: "Quando si parla di privato bisogna capire cosa si intende. In Italia il finanziamento della sanità è pubblico. Ed è questo l'importante: mantenere il finanziamento pubblico. Perché, in questo modo, riusciamo a garantire l'articolo 32 della Costituzione. L'erogatore, quello che presta l'assistenza, può essere anche un soggetto privato, non è un problema". "Già oggi molta parte dell'ospedalità viene garantita da soggetti privati - ha sottolineato - Parliamo di numeri rilevanti, vicini al 40% di posti letto per acuti. Il tema non è il privato, ma 'continuiamo a finanziare' la sanità. Naturalmente sul soggetto privato bisogna esercitare gli stessi controlli di qualità che vengono fatti sul pubblico". Quanto alle liste d'attesa "stiamo facendo un primo passo concreto per risolvere il problema. Anche mettendoci delle risorse. Che sono poche rispetto a quello che noi vorremmo, ma sono un inizio che nessuno ha mai fatto. Soprattutto per completare i processi di informatizzazione dei sistemi di prenotazione che sono importanti sia per trasparenza - perché il cittadino può vedere a che punto è la lista d'attesa - sia organizzativamente, perché certifica il problema". I buoni propositi per il nuovo anno per la sanità? "Innanzitutto abbiamo preso l'impegno con le Regioni di scrivere il nuovo Patto per la salute, che non sarà un 'libro dei sogni', ma cercheremo di inserire anche obiettivi da attuare nel più breve tempo possibile, che vadano di pari passo anche con due tavoli, quello sulla farmaceutica che ha emanato un documento in via di limatura che presenteremo a breve, e quello che sta lavorando sui dispositivi medici", ha annunciato la ministra.

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