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Regeni, Procura di Roma indaga cinque 007 egiziani

CRONACA
Regeni, Procura di Roma indaga cinque 007 egiziani

(Fotogramma)

Con l’ipotesi di reato di concorso in sequestro di persona la Procura di Roma ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro e l'uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano scomparso il 25 gennaio 2016 e trovato morto pochi giorni dopo in Egitto, sulla strada che collega il Cairo con Alessandria d'Egitto. Si tratta in particolare di ufficiali appartenenti ai servizi segreti civili egiziani (dipartimento Sicurezza nazionale) e della polizia investigativa che, secondo quanto ricostruito dalle indagini del Ros e dello Sco, avrebbero avuto un ruolo nella vicenda.


"Sono tre anni che aspettiamo: voglio mantenere buoni rapporti con l’Egitto e faccio di tutto per avere buoni rapporti economici, culturali, commerciali e sociali con un Paese amico, ma da italiano e da padre aspetto nomi e cognomi dei colpevoli, perché tre anni mi sembrano sufficienti" ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al termine della cerimonia nella basilica di San Giovanni in Laterano per la festa di Santa Barbara, patrona della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco.

Domani, alle 17, nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana, si terrà una conferenza stampa, promossa dalla famiglia Regeni assieme alla loro legale, Alessandra Ballerini, per fare il punto circa l'avanzamento delle indagini sul sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio. Sempre domani il presidente della Camera, Roberto Fico, incontrerà a Montecitorio i genitori di Regeni, insieme al loro consulente egiziano Ahmed Abdallah. "Da Presidente della Camera voglio ribadire il pieno sostegno ai magistrati che stanno portando avanti un'azione coraggiosa e di grande significato - ha scritto Fico su Facebook - Fare luce su quanto accaduto al nostro ricercatore è necessario. La ricerca della verità è un percorso che ci coinvolge tutti. Il nostro Paese e l'Europa non possono smettere di pretenderla".

Sul caso Regeni si è espresso il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, intervistato dall'Adnkronos. "Se sui diritti umani fondamentali prevalgono gli interessi economici di uno Stato, come è avvenuto per i marò e come probabilmente finora è accaduto per Giulio Regeni, se non si privilegia la tutela dei diritti umani rispetto a quella degli interessi economici, non si arriva alla verità" ha detto Mascherin.



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