Normale Pisa, si dimette il direttore Barone

CRONACA
Normale Pisa, si dimette il direttore Barone

Vincenzo Barone (Foto Fotogramma)

Il professore Vincenzo Barone si è dimesso dalla carica di direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Barone ha presentato stamani la lettera di dimissioni che è stata letta in apertura della riunione del Senato Accademico convocato per discutere la mozione di sfiducia nei confronti del direttore stessa. A leggere la lettera è stato il professore Andrea Giardina, vice direttore della Scuola Normale. Pertanto il Senato Accademico ha rinunciato a discutere la mozione di fiducia. Barone ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche, sollevate da studenti e docenti, per la sua iniziativa personale, non condivisa con il corpo accademico e gli allievi, di procedere all'apertura di una sede distaccata della prestigiosa istituzione universitaria pisana a Napoli dando vita a quella che era stata ribattezzata 'la Normale del Sud'.


Entro due mesi a partire da oggi il corpo elettorale della Scuola Normale eleggerà il nuovo direttore che prenderà il posto di Barone. "Dal punto di vista politico - ha spiegato Barone a Sky Tg24 - quello che non ha funzionato è stata un’interferenza indebita della politica locale sull’autonomia dell’ università. Da un punto di vista interno della Scuola Normale mi è più difficile rispondere, perché l’affermazione che questo progetto non fosse noto è per me difficilmente accettabile: ne ho parlato in una prolusione, ci sono articoli di giornale documentati, abbiamo già aperto due dottorati in comune con Napoli, c’è un centro inter-universitario, stanno partendo un altro dottorato e un altro centro". "L’idea era avere una sperimentazione di un certo numero di anni in cui la Normale - ha detto Barone - avrebbe fatto da incubatore a una nuova scuola sul suo modello a Napoli, alla fine della sperimentazione ci sarebbe stata una verifica e a fronte di una verifica positiva questa scuola sarebbe diventata indipendente". In merito alla solidarietà ricevuta, Barone ha detto: "Al di fuori di Pisa devo dire che la solidarietà è stata totale, ho una lettera del ministro che mi invita a non dimettermi, in più c’è stato un documento firmato da più di 300 intellettuali, c’è sito fatto dagli studenti di Napoli che ha raccolto più di 500 firme".



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