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"In lacrime davanti alla tv", parla il figlio di Sabbadin

CRONACA
In lacrime davanti alla tv, parla il figlio di Sabbadin

(Adnkronos)

"Mi sono messo a piangere davanti alla tv. Non ci credevo". Risponde così all'Adnkronos Adriano Sabbadin, il figlio di Lino Sabbadin, il macellaio trucidato dal gruppo eversivo dei 'Proletari armati del Comunismo' il 16 febbraio 1979, mentre ancora in tv scorrono le immagini di Cesare Battisti che scende dal Falcon 900 dell'Aeronautica militare dopo l'arresto in Bolivia che ha messo fine a 37 anni di latitanza. "Ora sono sicuro che papà riposa in pace", aggiunge Sabbadin.


"Quaranta anni di attesa sono tanti, e oggi ho rivisto tutto quel che è successo quella mattina in pochi attimi: mio padre per terra, il sangue... allora io ero solo un ragazzo. Quando ho visto quelle immagini - spiega all'Adnkronos - sono scoppiato in lacrime, ho rivissuto in un attimo questi quaranta anni, il mio primo pensiero è andato a mio padre, che adesso può riposare in pace. Adesso credo che si sia chiuso un capitolo. Da parte mia non c'è né odio, né desiderio di vendetta, ma sete di giustizia, e Battisti deve scontare la sua pena". "Battisti mi ha tolto tutto e ora deve stare in carcere. Rifletta e si penta di quello che ha fatto", conclude.

Maurizio Campagna, il fratello di Andrea, agente della Digos ucciso dai Pac a Milano nel 1979, dice all'Adnkronos: "Sono contento e anche un po' emozionato. Quando ho visto quelle immagini il primo pensiero è andato ai miei genitori. Mia madre - spiega - ci teneva parecchio che questo delinquente andasse in galera, è morta pure lei il giorno in cui Battisti ha ucciso Andrea. Peccato che non abbia potuto vederlo scendere da quell'aereo". "E' ritornato nella sua Italia, in cui ha commesso tutti questi misfatti - aggiunge Campagna - Ora è necessario che il ciclo della giustizia venga chiuso e Battisti si faccia finalmente la galera e paghi per omicidi commessi ingiustamente e senza motivo. Per tutte le vittime, e soprattutto per mio fratello, di cui - ricorda - è stato l'omicida materiale".



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