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La morte di Sissy resta un mistero

CRONACA
La morte di Sissy resta un mistero

Nella foto Sissy Trovato

Era in coma da due anni Maria Teresa Trovato Mazza, detta Sissy. Agente della polizia penitenziaria, originaria di Taurianova (Reggio Calabria), era in servizio presso il carcere femminile della Giudecca a Venezia. La mattina dell'1 novembre 2016, si legge sul sito di 'Chi l'ha visto', si era recata presso l’ospedale civile della città per il controllo di una detenuta che aveva appena partorito. Poco dopo il suo arrivo è stata rinvenuta in una pozza di sangue in un ascensore con il foro di un proiettile nella tempia sinistra. Per due anni è stata sospesa tra la vita e la morte, senza poter spiegare cosa sia successo. Le prime indagini si sono indirizzate verso l'ipotesi del suicidio, ma per i familiari lei non aveva nessun motivo per un simile gesto. Si era iscritta all’università per poter sostenere il concorso da commissario e praticava sport a livello agonistico. Inoltre il colpo è stato sparato alla tempia sinistra e lei non era mancina.


Ci sono molte domande sul caso della 29enne, morta ieri. Di lei la trasmissione condotta da Federica Sciarelli se ne è occupata più volte. Ha mandato in onda le immagini della telecamera dell'ospedale di Venezia degli ultimi istanti prima dello sparo che colpì alla testa Sissy. Nel video, mostrato per la prima volta da 'Chi l'ha visto?', si vede l'agente della polizia penitenziaria davanti al reparto pediatria mentre attende la detenuta che doveva controllare. Nelle immagini si vede chiaramente che non indossava guanti, ma sulla sua pistola non è stata trovata nessuna impronta: chi ha premuto il grilletto? Nelle sue mani si nota un oggetto. Era un cellulare? Pochi secondi dopo lo sparo si vede uscire un uomo che sembra non curarsi di quello che è successo. Chi era?

In un altro video Sissy Trovato sembra non avere la pistola poco prima dello sparo. Un agente della polizia penitenziaria ipotizza che dalle immagini non si vedrebbe nella fondina l'arma dalla quale, pochi istanti dopo, partì il colpo che la ferì gravemente nell'ascensore. Il regolamento impone tra l'altro che gli agenti siano due quando si tratta di fare sopralluoghi: perché Sissy era da sola? "Ci sono troppe ombre troppe questioni irrisolte e confligenti con la logica comune", ha insistito Fabio Anselmo, legale della famiglia di Sissy che ha aggiunto: "Credo che lo Stato abbia il dovere di chiarire ed escludere tutte le possibilità". Sono tanti i perché rimasti ancora senza una risposta: "Chiariamo perché la pistola è stata pulita, perché e come sia possibile che Sissy si sia sparata a mani giunte con la pistola alla nuca, per quale motivo lo abbia fatto in ascensore nell'ospedale e nessuno abbia sentito nulla. Chiariamo anche perché i medici legali sono intervenuti un mese e mezzo dopo".



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