Figlio di Lando Conti: "Licenziate pm che sbagliano"

CRONACA
Figlio di Lando Conti: Licenziate pm che sbagliano

Lando Conti (Fotogramma)

di Sara Di Sciullo


"Non mi interessano i soldi. Non faccio causa allo Stato. A me sarebbe bastato che la procura si fosse impegnata a cercare chi uccise mio padre e chi collaborò con i terroristi. Non mi interessano i soldi, ma se qualche magistrato ha sbagliato deve essere licenziato: voglio il licenziamento di magistrati che, nel mio caso, non hanno lavorato come avrebbero dovuto". Lo afferma all'Adnkronos Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze Lando, assassinato da un commando delle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986, commentando le parole di Maria Fida Moro, figlia primogenita di Aldo Moro, che ha annunciato azioni legali contro lo Stato per danni morali e materiali.

"Il ministro della Giustizia vada in procura e si faccia dare tutti gli atti", continua Conti. Il figlio dell'ex sindaco di Firenze denunciò la ex Br Balzerani per delle dichiarazioni sulle vittime: "Non so che fine ha fatto la mia denuncia. Poi ho denunciato Democrazia Proletaria per aver definito mio padre 'mercante di armi' e la mia denuncia è stata liquidata con un non luogo a procedere". Certe procure, accusa Lorenzo Conti, sono state "più inclini a tutelare gli ex terroristi che i familiari delle vittime".

Il processo per l'omicidio di Lando Conti "è stato fatto nei confronti di cinque persone, ma la procura stessa diceva che il commando era composto da 13 persone - aggiunge il figlio - E le altre otto persone dove sono? Cosa hanno fatto in questi anni?". Il "paradosso" secondo Lorenzo Conti è poi che in "33 anni né io né i miei famigliari siamo mai stati chiamati in procura per avere aggiornamenti sulle indagini: non è un obbligo, ma fu ucciso un sindaco di una città".



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