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Caso Cucchi, parla il comandante della stazione Appia

CRONACA
Caso Cucchi, parla il comandante della stazione Appia

(Fotogramma /Ipa)

Il 12 novembre 2009 ci fu una riunione, venti giorni dopo la morte di Stefano Cucchi, che si svolse alla Cecchignola, convocata dall'allora comandante provinciale dei Carabinieri di Roma per fare il punto sulla vicenda e in quella occasione si parlò anche del caso Marrazzo per un'estorsione di cui fu vittima pochi mesi prima l’ex governatore e per la quale lo scorso novembre sono stati condannati 4 carabinieri. Lo ha riferito il maggiore Emilio Bucceri, comandante della stazione Appia all'epoca dell'arresto di Stefano Cucchi, ma non in servizio in quel periodo, chiamato a testimoniare al processo bis per la morte di Stefano Cucchi davanti alla I Corte d'assise del Tribunale di Roma.


"L'unica riunione alla quale ho partecipato fu un briefing indetto dall'allora comandante provinciale in una nostra caserma alla Cecchignola- ha detto Bucceri -. C'erano il comandante provinciale e, scendendo la scala gerarchica, i comandanti di di gruppo, quelli di compagnia e quelli delle stazioni. Da poco c'era stato anche l'accadimento Marrazzo, dove erano coinvolti dei carabinieri per una vicenda estorsiva e fu fatto riferimento dal generale Tomasone a questi due fatti e alla gestione del personale".

La riunione si svolse una decina di giorni dopo quella nella sede del comando a Piazza San Lorenzo in Lucina alla quale però Bucceri non partecipò. Nel corso del suo esame, il maggiore ha ricordato quanto gli disse il maresciallo Roberto Mandolini, suo vice, poco dopo la morte di Stefano Cucchi: "Riferendosi alla Polizia penitenziaria, mi disse 'glielo l'abbiamo consegnato che era sano...Ci vogliono tirare dentro". Rispondendo al pm Giovanni Musarò sul perché il comandante provinciale avesse fatto riferimento alle due vicende che videro coinvolti Marrazzo e Cucchi, Bucceri ha spiegato: "C'era stata risonanza mediatica e per questo erano interessati".



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