'Ajò pastores', la protesta del latte si fa rap

CRONACA

Giornata di proteste oggi in Sardegna per la vertenza dei pastori sul prezzo del latte ovino, nonostante le 9 ore di riunione-maratona ieri in prefettura a Cagliari. Ai numerosi cenni di dialogo ne sono arrivati altrettanti di diniego per la bozza di accordo sulla quale ragionare. Blocchi alle autocisterne e ai caseifici, formaggio fatto in strada per spiegare alla gente quanto latte ci vuole per produrne un chilo e c’è anche il pastore-artista che racconta il problema con il rap.

Un nuovo e moderno ‘Barones de sa tirannia’ rivisitato in chiave moderna: "Pastori e agricoltori, ci stanno arrivando fulmini da ogni parte. Siamo contro gli industriali, i banchieri e i politici tzeraccos (servi), è questa la croce del lavoratore stanco. Il mercato ci vuol mettere nel sacco. La ‘giustizia’ li persegua, il vento soffia, e il popolo è stanco. Il popolo sardo respira e chiede vita. Il deserto industriale ha partorito operai senza uno straccio di contratto. I sindacati di regime gli han promesso ricchezza e diritti, vendendoli subito".

"Ma la voce gira, e ci sveglia dal torpore. E’ (questo) il nostro momento storico, sta arrivando! Il popolo sardo è sempre stato messo al secondo posto dai baroni e dai capitalisti di mezzo mondo! Siamo furibondi. Maestri delle nostre tradizioni, dell’arte preziosa di quella (vecchia) scuola, artigiani, botteghe e aziende di famiglia hanno abbassato le serrande e sono lasciati in mutande, attaccati da (bande) da qualsiasi parte. D’ordine della Prefettura, dai manganelli della Questura (arriva la repressione)". "Il tempo vola e la vita corre. Per la disperazione ci stanno rubando questa nazione (sarda). Non si può vivere di sfruttamento e cassa integrazione. (Sardegna) terra di sangue e di lacrime e sudore. Prima la legge popolo lavoratore! Ajò pastores, non bos arrendezzes (avanti pastori non arrendetevi)".

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