Sy al gip: "Sentivo le voci dei bimbi morti in mare"

CRONACA
Sy al gip: Sentivo le voci dei bimbi morti in mare

(Fotogramma)

"Sentivo le voci dei bambini morti in mare che dicevano 'fai qualcosa di eclatante per noi ma non fare del male a questi bambini'". E' una delle frasi che Ousseynou Sy, l'autista di origine senegalese arrestato dopo aver dirottato un bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema, avrebbe detto durante l’interrogatorio durato circa un’ora davanti al gip di Milano.


IL LEGALE DI SY - Ousseynou Sy nel corso dell'interrogatorio "ha risposto - ha riferito il difensore Davide Lacchini - ha sostanzialmente ribadito quanto detto davanti ai pubblici ministeri, ha ripercorso la vicenda e l'elemento nuovo è che lo ha fatto evocando circostanze che, a mio giudizio, meritano un approfondimento di natura psichica piuttosto urgente". "Oggi non abbiamo avuto l'impressione di essere in presenza di una persona presente a se stessa. C'è stato un comportamento che, a mio giudizio, ha manifestato seri segni di possibile squilibrio. Se la perizia non venisse disposta di ufficio dalla procura, potrebbe farlo la difesa", ha aggiunto il legale. "Ha fatto ripetutamente riferimento a circostanze non fattuali che lasciano ripetere che l'aspetto psichico-fisico vada scandagliato approfonditamente", ha replicato ancora il difensore lasciando intendere che presto potrebbe essere chiesta la perizia psichiatrica per stabilire se il 47enne era capace di intendere e volere al momento del dirottamento del bus. Ma il gip di Milano Tommaso Perna, ai cronisti che gli chiedevano se condivideva le affermazioni del legale sui "segni di squilibrio", ha replicato: "Non mi è sembrato". L'autista "ha parlato, più o meno è stato tranquillo" ha aggiunto il giudice che nelle prossime ore potrebbe convalidare l'arresto.

"A lui non interessava avere un effetto nazionale - ha continuato l'avvocato di Sy - lui voleva dare la massima eclatanza in ambito internazionale, cosa che purtroppo gli è riuscita". "Non era sua intenzione, non avrebbe mai voluto fare loro del male. Questo è il pensiero del mio cliente" ha detto ancora il legale Lacchini. Nell'interrogatorio, ha proseguito il difensore, Sy ha spiegato che il gasolio sparso sul pavimento del pullman era "un deterrente per impedire eventuali azioni di sbarramento e quindi portare a termine il suo gesto", inoltre "ha respinto la contestazione di avere incendiato l'autobus attribuendolo a uno sfregamento, a una scintilla dell'impianto elettrico". Il difensore ha ripetuto che il suo assistito "non ha mai perso figli" nelle traversate in mare, così come "non ha mai detto che lo rifarebbe cento volte". Con un atteggiamento "vigoroso, ma molto rispettoso" l’autista ha risposto alle domande del gip. Sul perché avesse un coltello, ha replicato che "alcuni autisti li portano con sé soprattutto per difendersi nelle corse serali". Quanto alla fascette con cui avrebbe legato i bambini "è materiale che aveva da anni", ha detto il difensore. Durante l’interrogatorio, l'autista "ha lodato la politica italiana in tema di immigrazione, perché siamo l’unico Paese che mette dei soldi" per soccorrere chi tenta di fuggire, ha riferito il legale. Il 47enne avrebbe nuovamente ripetuto l’’appello all’Africa’ di non partire per raggiungere l’Europa.

Nella richiesta di custodia cautelare in carcere di Sy si evidenzia il "rischio di reiterazione del reato". E' quanto emerge nel provvedimento firmato dai pm Alberto Nobili e Luca Poniz titolari dell'inchiesta per sequestro di persona e strage. Da fonti della procura si esclude, come riferito invece da qualche studente, che il 47enne avesse già tentato di realizzare il piano qualche giorno prima.

VIMINALE - Intanto fonti del Viminale sottolineano che "c'è particolare soddisfazione perché la soluzione del dirottamento dell’autobus è stata possibile grazie all’efficacia del Nue e alla professionalità dei Carabinieri. Carabinieri che, con le altre Forze di Polizia, costituiscono un elemento di orgoglio del sistema di sicurezza italiano coordinato dal ministero dell’Interno". "Sono passati poco meno di 20 minuti tra la chiamata al numero unico Emergenza (Nue) 112 e la soluzione del sequestro degli studenti a San Donato Milanese", rilevano le stesse fonti, ricostruendo la vicenda.

Alle 11.27 arriva la telefonata di Ramy Shehata, che denuncia il rapimento e il dirottamento dell’autobus. Alle 11.30, seguendo le indicazioni del giovane, la centrale individua e allerta la stazione più vicina al luogo dell’evento. Alle 11.39 la pattuglia dei carabinieri di San Donato Milanese intercetta l’autobus sulla provinciale 412 Paullese. Alle 11.45 il mezzo viene fermato. Alle 11.47 mentre alcuni carabinieri tentano di convincere l’autista a desistere, altri militari frantumano i finestrini e forzano le porte mettendo in salvo tutti i ragazzi e gli insegnanti a bordo. Nello stesso periodo di tempo al Nue di Brescia sono giunte 29 chiamate relative a questo stesso fatto con un tempo medio di risposta di 2,6 secondi, un tempo medio di processamento delle telefonate di 51 secondi e di inoltro alle Forze di Polizia di 33 secondi.



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