Rogo Tmb Roma, non si esclude sabotaggio

CRONACA
Rogo Tmb Roma, non si esclude sabotaggio

Immagine di repertorio (Fotogramma)

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sull'incendio divampato ieri sera al Tmb di Rocca Cencia a Roma. L'ipotesi di reato è incendio colposo. Il pm titolare del fascicolo è Carlo Villani che ieri ha effettuato un primo sopralluogo. A piazzale Clodio continuano intanto le indagini sull’incendio scoppiato lo scorso 11 dicembre al Tmb in cui si ipotizza il reato di disastro colposo. Sulla struttura il pm Villani già aveva un fascicolo aperto in cui si ipotizzava il reato di inquinamento ambientale e attività di rifiuti non autorizzata. L'incendio ha interessato un capannone di circa 2mila mq. Le fiamme sono state domate, le operazioni dei vigili del fuoco sono proseguite per tutta la notte.


L'IPOTESI SABOTAGGIO - Si valuta anche un possibile sabotaggio. In merito si attende anche una prima informativa dei vigili del fuoco che sono intervenuti per primi per domare il rogo sul quale indaga la polizia di Stato. Alle indagini prenderanno parte anche i carabinieri del Noe. E' il secondo incendio che colpisce gli impianti di trattamento dei rifiuti a Roma: il pm Carlo Villani infatti ha un fascicolo aperto anche sul rogo scoppiato lo scorso 11 dicembre al Tmb Salario in cui si ipotizza il reato di disastro colposo, mentre nel 2016 un incendio aveva colpito il Tmb di Albano Laziale.

IL VERTICE - Sembra comunque scongiurato il rischio di una crisi dei rifiuti. In serata si è svolto un vertice in Campidoglio, convocato dalla sindaca di Roma Virginia Raggi per fare il punto della situazione insieme ai rappresentanti di Ama e della Regione Lazio. "L'incontro è andato bene. Per fortuna l'impianto non è stato lesionato in modo grave quindi non è necessario un piano di gestione straordinaria", afferma all'Adnkronos l'assessore al Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio Massimiliano Valeriani. La situazione, come emerso dal tavolo, "si riuscirà a gestire abbastanza tranquillamente nei prossimi giorni confidando nell'apertura totale dell'impianto che, per una piccola parte, è statoposto sotto sequestro dalla procura".

La tempistica per la riapertura totale dell'impianto non dipende dall'amministrazione ma sarà legata ai tempi per gli accertamenti della magistratura. "Abbiamo ascoltato soprattutto il quadro che ci ha rappresentato Ama", ha osservato Valeriani aggiungendo che alla riunione non si è parlato dell'ipotesi di presidiare gli impianti con l'esercito.

CERRONI - "L'ho creato io, può immaginare il mio dispiacere" commenta, parlando con l'Adnkronos Manlio Cerroni, ex patron di Malagrotta. Cerroni è amareggiato per quanto accaduto nell'impianto, attualmente di proprietà dell'Ama, che sorge però nel luogo dove nel 1967 lui stesso, attraverso la società Sorain, creò il secondo sito della Capitale. A Rocca Cencia vennero traslate le tecnologie di Ponte Malnome, primo impianto di trattamento industriale dei rifiuti al mondo, che nacque tre anni prima, nel 1964. "Non so che cosa stia succedendo", aggiunge l'ex patron di Malagrotta.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.