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Caso Pamela, stop Procura a nuova perizia

CRONACA
Caso Pamela, stop Procura a nuova perizia

di Sara Di Sciullo
La procura di Macerata revoca il parere favorevole a disporre la nuova perizia, chiesta dalla difesa di Innocent Oseghale, imputato davanti alla Corte di Assise con l'accusa di aver ucciso e fatto a pezzi Pamela Mastropietro, per effettuare maggiori accertamenti sui campioni relativi alle ferite sui resti della ragazza. Al centro del duello giudiziario tra consulenti, infatti, ci sono soprattutto due delle lesioni al fegato che secondo l'accusa sono frutto delle coltellate inferte alla ragazza da viva e dunque causa della morte mentre secondo la difesa non vi è certezza che le siano state inferte quando era ancora in vita. La Corte di Assise di Macerata, sul disporre o meno i nuovi esami, si era riservata e scioglierà la riserva il 24 aprile.


Si dicono esterrefatti i legali di Oseghale: "Ci sorprende, ci lascia di stucco, non ne comprendiamo le motivazioni", commentano all'Adnkronos gli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia 'bollando' come "irrituale" la scelta dell'accusa.

"E' una richiesta che ci sorprende tanto - osservano Gramenzi e Matraxia - perché la procura pare essersi rimangiata tutto quello che ha sostenuto in udienza dove non solo ha espresso il consenso che venisse espletato un ulteriore atto istruttorio da parte del giudice, ma ha addirittura formulato un proprio quesito specifico su cui, a detta della procura, la Corte avrebbe dovuto incaricare un perito".

Al contrario l'avvocato Marco Valerio Verni, legale della famiglia di Pamela Mastropietro, sottolinea: "Condividiamo il ragionamento fatto dalla procura, è quello che ci eravamo permessi di anticipare in sede di udienza. Noi sulla nuova perizia non abbiamo dato parere favorevole e non ci siamo opposti, ma ci siamo rimessi alla decisione della Corte".

"Per noi si è ormai esclusa con categorica certezza la morte per overdose quindi, anche per esclusione, è morta per le coltellate tanto che il supplemento di perizia è stato chiesto solo relativamente alla vitalità delle ferite - continua Verni - Noi eravamo e siamo tranquilli, vedremo cosa deciderà la Corte e quello che deciderà noi lo accettiamo. Secondo noi la prova della vitalità delle ferite è ampiamente raggiunta".

Prossima udienza il 24 aprile quando la Corte farà sapere se disporrà o meno la nuova perizia. Se non venissero disposti i nuovi esami si procederà con le udienze dell'8 maggio, del 15 maggio e del 29 maggio.



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