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Cucchi, supertestimone stringe la mano a Ilaria: "Mi dispiace"

CRONACA
Cucchi, supertestimone stringe la mano a Ilaria: Mi dispiace

Foto Adnkronos

"Mi dispiace". Con queste semplici parole, al termine dell'interrogatorio in Corte d'Assise a Roma, il carabiniere Francesco Tedesco si è rivolto a Ilaria Cucchi, sorella del geometra Stefano 31enne morto nell'ottobre del 2009, e le ha stretto la mano. "Di Bernardo e D'Alessandro si sono nascosti dietro le mie spalle per tutti questi anni, per dieci anni loro hanno riso e io ho dovuto subire, mi sono stancato" ha detto il superteste al processo Cucchi-bis in corso in Corte d'Assise a Roma. "A differenza mia, non hanno mai dovuto affrontare un pubblico ministero. L'unico ad affrontare la situazione e ad avere delle conseguenze ero io. In tutti questi anni l'unica persona che aveva da perdere ero io, ero l'unico minacciato". Il militare lo scorso ottobre, a distanza di 9 anni dalla morte del geometra 31enne, ha rivelato che Cucchi venne 'pestato' dai due suoi colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati come lui di omicidio preterintenzionale.


Rispondendo alle domande delle difese, Tedesco ha spiegato perché ha aspettato tanti anni per fare le sue rivelazioni. "Cominciai a maturare la convinzione di dover parlare il 30 luglio 2015, quando fui convocato dal pm, ma ho voluto aspettare che uscissero le annotazioni mie falsificate e cancellate per corroborare le mie parole" ha spiegato. "Subito dopo la morte di Cucchi "sono stato minacciato di essere licenziato quindi allora non chiesi nulla perché avevo capito l’andazzo. Dopo il 22 ottobre 2009 mi sono trovato incastrato ed ero l'unico ad avere tutto da perdere" ha aggiunto Tedesco, accusato anche di falso e calunnia insieme con il maresciallo Roberto Mandolini, mentre della sola calunnia risponde il militare Vincenzo Nicolardi.

"Vorrei ringraziare l'avvocato Lampitella, difensore di D'Alessandro, che ci ha fornito un ulteriore e rilevante elemento" scrive su Facebook Ilaria Cucchi commentando la domanda fatta da una delle difese dei carabinieri imputati al processo e rivolta a Francesco Tedesco, ascoltato oggi in aula in Corte di Assise a Roma. "Stefano in auto con i carabinieri al rientro dalla stazione Casilina avrebbe detto 'io muoio ma a te ti levano la divisa'. Stefano era stato appena picchiato e stava proprio male". L'avvocato ha chiesto in particolare se il militare dell'Arma ricordasse quella frase che avrebbe detto Cucchi in auto dopo essere stato picchiato ma Tedesco ha risposto di no.



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