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Cyberbullismo, in arrivo supermulte ai provider

CRONACA
Cyberbullismo, in arrivo supermulte ai provider

(Fotogramma)

di Sibilla Bertollini
Tutela dei minori sul web: in arrivo supermulte per i provider. Il tema del cyberbullismo "è molto sentito dalla gente" ed è intenzione del governo arrivare a un testo organico in tempi brevi che preveda un inasprimento dell'impianto sanzionatorio. Anche integrando la normativa contenuta nella legge numero 71 del maggio 2017 che ha già introdotto misure ad hoc a contrasto di un fenomeno tanto insidioso.


"La proposta che ho già depositato alla Camera ha come obiettivo la tutela dei minori sul web; in particolare è stata studiata per contrastare pedopornografia e adescamento minorile", sottolinea all'AdnKronos la leghista Anna Rita Tateo, precisando che i provvedimenti contemplati nel suo progetto di legge (co-firmato dalla collega di partito Ingrid Bisa e scritta con il contributo di Ciatdm, il coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori) possono essere estesi alla lotta al cyberbullismo.

La proposta di Tateo vuole colpire non i gestori dei siti internet ma direttamente i provider. Tra le misure ideate per ridurre i rischi di navigazione, ai fornitori di accesso a internet si impone di interrompere immediatamente dietro ordine dell'autorità giudiziaria la trasmissione di scritti, disegni o immagini oscene. "Se non dovessero rispettare gli obblighi del codice di autoregolamentazione cui aderiscono, i provider potrebbero incorrere in multe che vanno dai 10 ai 50mila euro, alla sospensione fino a 12 mesi e alla cancellazione dell'elenco tenuto dal ministero", spiega la deputata leghista. "Sono mamma, mi rendo conto che la condivisione di materiali online, la velocità di diffusione, va regolamentata. Nella scorsa legislatura è stato fatto un lavoro, ora va ampliato", aggiunge.

Sul fenomeno del bullismo e cyberbullismo sono state depositate anche proposte del M5S. "E' un tema molto sentito dai cittadini - conclude Tateo -. Con i Cinquestelle cercheremo di arrivare ad un testo unitario come abbiamo già fatto in precedenza, vedi il Codice rosso. Per ora la discussione non è stata ancora calendarizzata".



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