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Musumeci: "Per Sicilia no aspirina ma bisturi"

CRONACA
Musumeci: Per Sicilia no aspirina ma bisturi

Immagine di repertorio (Fotogramma)

"Per sistemare questa terra non ci vuole un'aspirina, ma serve il bisturi, ci vogliono misure impopolari, bisogna dire qualche no, e io ne ho detto tanti...". E' quanto ha detto il governatore siciliano Nello Musumeci nel messaggio di auguri di Pasqua. "E' facile parlare fuochi d'artificio, mettere vernici, tagliare i nastri, fare duemila assunzioni , quel periodo è finito per sempre. Oggi nella pubblica amministrazione si lavora per merito - dice ancora Musumeci - ed è anche per questo che ora pretendiamo di più dai dirigenti". "La Sicilia è la regione più degradata d'Italia da venti anni e le peggiore d'Europa. Abbiamo tanto lavoro da fare, ne abbiamo fatto tanto. Il mio governo ha 5 anni di tempo per risollevare la nostra isola", aggiunge. "Voglio rivolgere un pensiero augurale a tutti i siciliani alla vigilia di questa importante festa della cristianità ai siciliani che vivono nell'isola e sparsi nel mondo. L'augurio di un Presidente che lavora per riscattare questa terra, un presidente eletto senza promesse, ma con l'impegno di lasciare la Sicilia fuori dal pantano in cui si trova".


"Siamo tutti incattiviti, c'è gente che sputa veleno dalla mattina alla sera, che emette sentenze, ma perdete il vostro tempo. Io tiro dritto perché ho un impegno assunto con i miei figli, con i siciliani tutti e con i miei nipoti e non mi potrà fermare niente. Io non cerco voti ma cerco volti, gente che possa riavere il sorriso o la speranza". "In quest cinque anni lavoreremo senza inseguire le mode, non ci interessano i sondaggi e le graduatorie, gli attacchi di tanti frustrati, che davanti a una tastiera tentano di riabilitare la propria condizione in un contesto sempre più avvelenato".

"Tutti dobbiamo fare la nostra parte -dice - la classe dirigente e quella politica, non ci sono più protetti e protettori". "La ricreazione è finita, abbiamo adottato qualche provvedimento più serio".E aggiunge: "Se trovo qualcuno che vuole fare il 'malandrino' di turno, lo allontanerò senza pensarci un attimo. Ci vuole speranza, ci vuole fiducia, la certezza di potercela fare".



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