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Scintille Anm-Salvini

CRONACA
Scintille Anm-Salvini

(Afp)

Tensione sui richiedenti asilo tra Salvini e Anm. Di "sentenza vergognosa, se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra" ha parlato il ministro dell’Interno, commentando una sentenza del Tribunale di Bologna che ha imposto al comune di iscrivere nella propria anagrafe due richiedenti asilo che avevano fatto ricorso contro il diniego stabilito in base al decreto Salvini. "Ovviamente faremo ricorso contro questa sentenza - ha detto il vicepremier, intanto invito tutti i sindaci a rispettare, come ovvio, la Legge".


A questo proposito fonti del Viminale sottolineano poi che "sentenze di questo tipo non intaccano la legge: non sono definitive, riguardano singoli casi e per modificare la norma serve un pronunciamento della Corte Costituzionale".

ANM - Le dichiarazioni del ministro Salvini "delegittimano la magistratura in quanto, in maniera del tutto infondata, alludono al fatto che le sentenze possano essere influenzate da valutazioni politiche e che, nella scelta sull'applicazione delle misure cautelari, basata esclusivamente sulla verifica della ricorrenza dei presupposti previsti dalla legge, incida una incomprensibile tendenza dei giudici a scarcerare i presunti autori dei reati", dice l'Associazione nazionale magistrati, in una nota. ''I magistrati assumono le loro decisioni applicando le leggi dello Stato - sottolinea l'Anm - motivando i loro provvedimenti, che sono sempre impugnabili attraverso i rimedi previsti dall'ordinamento".

E "legittimo commentare e anche criticare le decisioni giudiziarie, ma dichiarazioni generiche e allusive, soprattutto se provenienti da chi ricopre incarichi istituzionali, oltre a delegittimare la magistratura non contribuiscono in alcun modo al dibattito pubblico e - conclude l'Anm - a fornire una corretta informazione ai cittadini".

"Salvini deve sapere che le leggi devono rispettare la Costituzione e i giudici fanno rispettare la Costituzione - commenta all'Adnkronos il segretario della Cgil Maurizio Landini - Quando una legge non rispetta la Costituzione non c'è da cambiare la Costituzione c'è da cambiare la legge perché vuol dire che non va bene e non rispetta i principi della nostra Costituzione".



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