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"Non fate da megafono a chi urla più forte"

CRONACA
Non fate da megafono a chi urla più forte

(AFP)

"Operare secondo verità e giustizia, affinché la comunicazione sia davvero strumento per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi; per camminare in pace, non per seminare odio; per dare voce a chi non ha voce, non per fare da megafono a chi urla più forte". E' il monito che il Papa rivolge all'Associazione stampa estera in Italia ricevuta in udienza in Vaticano.


Il Pontefice sottolinea la responsabilità dei media nell'era digitale: "Il vostro è un ruolo indispensabile e questo vi affida anche una grande responsabilità; vi chiede una cura particolare per le parole che utilizzate nei vostri articoli, per le immagini che trasmettete nei vostri servizi, per tutto ciò che condividete sui social media".

Il Pontefice ricorda le parole del suo predecessore Benedetto XVI. "Rinnovo a voi un’esortazione che nell’era digitale vale per tutti: come ha detto Benedetto XVI, a volte 'i mass media tendono a farci sentire sempre 'spettatori', come se il male riguardasse solamente gli altri e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti 'attori' e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri'".

Arriva poi l'anatema del Papa alle fake news. Il Pontefice mette in guardia: "In un tempo in cui molti diffondono fake news, l'umiltà ti impedisce di smerciare il cibo avariato della disinformazione e ti invita ad offrire il pane buono della verità".

"In un tempo in cui, specialmente nei social media ma non solo, molti usano un linguaggio violento e spregiativo, con parole che feriscono e a volte distruggono le persone - sottolinea Bergoglio - si tratta invece di calibrare il linguaggio e, come diceva il vostro Santo protettore Francesco di Sales nella Filotea, usare la parola come il chirurgo usa il bisturi. In un tempo di troppe parole ostili, in cui dire male degli altri è diventato per molti un'abitudine, insieme a quella di classificare le persone, bisogna sempre ricordarsi che ogni persona ha la sua intangibile dignità, che mai le può essere tolta".

Dice il Papa che "il giornalista umile è un giornalista libero. Libero dai condizionamenti. Libero dai pregiudizi, e per questo coraggioso. La libertà richiede coraggio".



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