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"Un boato e tremava tutto"

CRONACA
Un boato e tremava tutto

(Foto Adnkronos)

di Silvia Mancinelli


"Ho sentito un boato fortissimo, tremava tutto". Così, all’Adnkronos, Margherita. In strada come tanti altri residenti di Colonna, paese della provincia di Roma epicentro della scossa che nella tarda serata è stata avvertita nella Capitale, aspetta di poter rientrare in casa. "Quando ci sono stati gli altri terremoti, L’Aquila prima e Amatrice poi, li ho sentiti bene ma non sono mai scesa in strada. Questo di oggi però è stato forte, ero in poltrona e ho sentito un boato. Continuavano a cadere le cose, i vasi, i soprammobili. Aspettiamo in strada, sperando finisca qui".

Racconta Daniela, un'altra residente a Colonna: "Ero con mia figlia in strada, eravamo uscite a fare una passeggiata per il caldo. Erano le 22.43 quando il terremoto ci ha sorpreso. Avevo già sentito la scossa del Gallicano, a gennaio, ma forte come questa mai. Mia figlia era vicino a me, l’ho abbracciata forte e ho pregato finisse presto".

Katia vive in una palazzina in pieno centro storico dove lei e altri parenti stanno aspettando di poter rientrare in casa. "Stavo preparando la pasta fredda per mio figlio che domani va a lavoro - racconta - quando c’è stato il terremoto mio nipote stava dipingendo e ha detto ‘zia scappiamo, scappiamo’, aveva paura e chiedeva del suo pupazzo che siamo corsi a recuperare. Temeva si fosse rotto". Il piccolo Nicolas, 3 anni, gioca con la macchina della Protezione Civile parcheggiata in strada e intanto chiede di rientrare in casa, ancora in piedi nella sua notte più lunga.



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