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Procura: "Non c'era stato di necessità". Carola si difende

CRONACA
Procura: Non c'era stato di necessità. Carola si difende

(AdnKronos)

dall'inviata Elvira Terranova
"Non volevo colpire la motovedetta della Guardia di Finanza, credevo che si spostasse e me la sono trovata davanti. Non era mia intenzione colpirli". Così Carola Rackete, comandante della Sea Watch, al gip di Agrigento Alessandra Vella durante l’udienza di convalida parlando dell’attracco al porto in cui la nave ha urtato l’imbarcazione della GdF che voleva impedire l’arrivo. L’interrogatorio è durato circa tre ore, dopo le quali l'udienza è terminata.

La gip deciderà entro martedì se convalidare l'arresto o scarcerare la giovane: la Procura, per la quale Carola Rackete "non ha agito quella notte in stato di necessità", come invece più volte ribadito dalla Ong, ha chiesto la convalida dell'arresto della giovane e il contestuale divieto di dimora nell'Agrigentino per i reati 1100 del codice della navigazione, cioè la resistenza a nave da guerra, e l'articolo 337 del codice penale, cioè resistenza a pubblico ufficiale.

I PM
- La Procura verificherà inoltre se "i porti della Libia possono ritenersi sicuri o meno" e se "la zona Sar libica è efficacemente presidiata dalle autorità della guardia costiera libica" ha annunciato il Procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Queste verifiche saranno effettuate nell'inchiesta separata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei confronti di Rackete. "Andremo a verificare le concrete modalità del salvataggio cioè a dire se vi sono stati contatti tra i trafficanti di esseri umani e la Sea Watch, se il contatto è avvenuto in modo fortuito o ricercato - ha detto ancora Patronaggio -. Tutta una serie di elementi che servono a verificare se si è trattato di un'azione di salvataggio in mare oppure un'azione concertata". Inoltre, secondo la Procura, l'impatto con la motovedetta della Gdf "è stato volontario".


"E' stata valutata negativamente, in maniera volontaria, la manovra effettuata con i motori laterali della Sea Watch che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta della Guardia di finanza verso la banchina. Questo atto è stato ritenuto, da noi, fatto con coscienza e volontà". La Procura di Agrigento ha chiesto la convalida dell'arresto della giovane e il contestuale divieto di dimora nell'Agrigentino per i reati 1100 del codice della navigazione, cioè resistenza a nave da guerra, e l'articolo 337 del codice penale, cioè resistenza a pubblico ufficiale.

L'ARRESTO - Rackete è stata arrestata perché, a parere della Procura, "non era obbligata ad entrare in porto violando l'alt della Guardia di Finanza" ha detto il procuratore della Repubblica di Agrigento. "A nostro parere la misura cautelare del divieto di dimora è commisurata al fatto", ha aggiunto.

Arrestata due giorni fa, dopo avere disatteso l’ordine di entrare in porto, la capitana ha risposto alle domande del gip, come ha annunciato il suo legale, l’avvocato Leonardo Marino, prima di entrare al Palazzo di giustizia: "La comandante ha agito in uno stato di necessità e non aveva alcuna intenzione di usare violenza nei confronti degli uomini delle Fiamme Gialle" ha detto Marino, confermando quanto già detto dall’altro legale, l’avvocato Salvatore Tesoriero. In aula anche un interprete. La Procura è rappresentata dall’aggiunto Salvatore Vella e dalla pm Gloria Andreoli.

Lasciando Lampedusa, la 31 enne tedesca è apparsa molto tesa ed è salita sull'imbarcazione della Finanza senza mai alzare lo sguardo: è stata accompagnata al porto vecchio da una utilitaria di colore bianco della Finanza. A bordo il comandante delle Fiamme Gialle di Lampedusa. La donna, che aveva con sé due sacche, è scesa in silenzio dall'auto e non si è girata neppure quando i giornalisti le hanno chiesto come sta: viso tirato, sguardo cupo, è salita in silenzio sulla motovedetta arrivata da Porto Empedocle.

Sul caso, dopo lo scontro fra il ministro Salvini e la Germania, si è nuovamente espresso il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, che chiede il rilascio di Carola. "Dal nostro punto di vista" una procedura nell'ambito dello stato di diritto può portare "soltanto al rilascio di Carola Rackete" ha scritto su Facebook il capo della diplomazia di Berlino, aggiungendo che intende chiarirlo con l'Italia. Sul piano europeo, ha scritto ancora Maas, va detto che il sistema di distribuzione dei rifugiati "è indegno e deve finire".

Nel ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha ricevuto una telefonata da Maas. Moavero, si legge in una nota, ha spiegato che, attualmente, la posizione di Rackete è al vaglio della magistratura che in Italia, per previsione costituzionale, è totalmente indipendente dal governo. Di conseguenza, dobbiamo tutti attendere, con fiducia e rispetto, le decisioni della magistratura al riguardo. I ministri sono rimasti d'accordo di risentirsi per aggiornamenti. Per quanto concerne, su un piano più generale, la distribuzione fra i Paesi Ue dei migranti che arrivano in Europa, il titolare della Farnesina ha ricordato che l'Italia è favorevole a una soluzione strutturata e ben articolata che superi le attuali insufficienze e incongruenze della normativa Ue e, in particolare, ripartisca equamente fra gli Stati dell'Unione tutti gli oneri collegati ai flussi di migranti, quale che sia la ragione della migrazione.

Intanto il leader leghista ha denunciato come sui muri della rappresentanza italiana presso l'Unione a Bruxelles siano comparse delle scritte contro di lui: 'Fuck Salvini', accompagnata dallo slogan 'Sea Watch forever'. "Anche da Bruxelles, tanta 'democrazia e tolleranza", ha scritto Salvini su Facebook.



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