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Fondi Russia, indagato Savoini

CRONACA
Fondi Russia, indagato Savoini Mai presi soldi da Mosca

(Foto Fotogramma)

E' stato iscritto nel registro degli indagati a Milano Gianluca Savoini, il presidente dell'associazione Lombardia-Russia il cui nome è spuntato nell'inchiesta pubblicata da Buzzfeed su presunti fondi russi alla Lega.


La Procura di Milano ha aperto un'indagine dopo quanto riportato ieri da Buzzfeed e dall'Espresso. L'inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e ai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, l'ipotesi di reato è di corruzione internazionale (ecco perché). Da quanto si apprende, in procura sono già state sentite alcune persone. "Stiamo facendo accertamenti per capire se ci sono o meno dei reati", si è limitato a dire il procuratore capo di Milano Francesco Greco in merito all’inchiesta.

"Non ho mai preso soldi dalla Russia, non ho mai parlato a nome della Lega e di Salvini, non ho mai fatto cose illegali e non ho mai incontrato 'emissari del Cremlino'", risponde all'Adnkronos Savoini.

L'audio diffuso ieri, da quanto si apprende, era nelle mani dei pm di Milano già da prima: potrebbe essere stato acquisito o consegnato volontariamente, un particolare su cui i magistrati non rispondono.

"Io da Mosca ho sempre portato a casa solo Matrioske, Masha e orso per mia figlia, chiunque dice il contrario mente", il commento di Matteo Salvini nel corso di una diretta Facebook, riferendosi alle accuse. "Siamo scomodi, è evidente, siamo indagati e intercettati e processati non solo in Italia", ha aggiunto il vicepremier.

"Io parto da un concetto, è il concetto di fiducia. Lo trovo fondamentale, tra cittadini e all'interno della compagine governativa. Confesso che ho avuto giornate così impegnative che non ho avuto modo di sentire l'audio" pubblicato da BuzzFeed, "ma io ho fiducia nel ministro Salvini", ha detto il premier Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Dopodiché la magistratura faccia il suo corso, io sono un uomo di legge e sapete come la penso. A ognuno le proprie responsabilità e il proprio ruolo istituzionale, ben venga l'impegno della magistratura, saranno fatte tutte le verifiche" sulla vicenda, ha aggiunto.
Sul caso intervengono anche fonti M5S: "Cosa ne pensiamo? Siamo preoccupati per questa storia, l’apertura dell’inchiesta è una cosa da non sottovalutare. Chiediamo trasparenza".
"Su questo governo - rimarcano le stesse fonti - non ci deve essere nessuna ombra. Il Movimento non ha mai preso nessun finanziamento e mai lo prenderà. Noi rispondiamo solo ai cittadini".

A difendere Salvini è il neo ministro per gli Affari europei, Lorenzo Fontana: "La cosa della Russia - dice - e una cosa ridicola, una cosa che non esiste". "Noi - aggiunge - vorremmo un avvicinamento tra Usa e Russia, perché la Russia è parte dell'Europa e togliere le sanzioni favorirebbe anche una ripresa del commercio internazionale. La Russia è un grande partner e le sanzioni ci hanno creato dei problemi, superarle vorrebbe dire una spinta al commercio e anche superare quanto successo in Ucraina". Per il leghista "riappacificarsi con la Russia e collaborare con loro" spetta all'Europa, "perché comunque la Russia ha sempre fatto parte" del vecchio Continente.

Intanto il gruppo del Pd al Senato, che si è scontrato stamane con la presidente Casellati sul caso, presenterà una pdl per istituire una commissione di inchiesta che faccia chiarezza sui finanziamenti della Lega e che, in particolare, faccia luce sulle presunte sovvenzioni ottenute da Paesi stranieri. Nel frattempo ha presentato un'interrogazione "rivolta al premier Conte, al ministro degli Esteri Moavero e al ministro dell'Interno Salvini, di cui è primo firmatario il presidente Andrea Marcucci, e che è stata sottoscritta da tutti i senatori e le senatrici dem", si legge in una nota. "Dopo aver fatto riferimento alle inchieste di BuzzFeed e dell'Espresso relative all'incontro avvenuto tra sei uomini, tre russi e tre italiani, che avrebbe avuto lo scopo esplicito di finanziare il partito della Lega e la sua campagna elettorale per le Europee, nell'interrogazione i senatori Pd citano la notizia dell'apertura di un'inchiesta da parte della Procura di Milano e chiedono 'quali siano le valutazioni del Governo in merito ai fatti esposti'". In particolare, i senatori dem chiedono "se il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale non ritengano questi incontri, qualora venisse confermata l'autenticità della notizia, pericolosi per la tenuta degli assetti geopolitici dell'Italia, nonché lesivi della vocazione transatlantica ed europeista del nostro Paese e quali iniziative urgenti il governo intenda adottare o abbia già adottato al fine di fare al più presto chiarezza sui fatti inquietanti sopra riportati, che, al di là delle loro eventuali implicazioni penali, appaiono deleteri per la nostra sicurezza nazionale e tali da inficiare la correttezza e la trasparenza della vita democratica del nostro Paese".

"Votiamo sì a una commissione d'inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, associazioni e fondazioni collegate. Dal Pd aspettiamo ancora i nomi dei componenti della commissione d'inchiesta sulle banche", fanno sapere fonti M5S.

A bollare come "ridicola" la richiesta del Pd di una commissione d'inchiesta è Salvini: "L'opposizione fa il suo mestiere, fortunatamente non ho mai avuto bisogno di chiedere o avere soldi dall'estero". Sul ruolo di Gianluca Savoini nella Lega e sui suoi rapporti con la Russia, Salvini ha replicato: "Non lo so, chiedetelo a lui, è ridicolo tutto quello che leggo sui giornali".

"La questione non è se" la Lega abbia ricevuto soldi dalla Russia, perché "come abbiamo scritto non sappiamo se l'accordo sia stato attuato", il punto è che Matteo Salvini dovrebbe rispondere a tre domande. Lo scrive su Twitter Alberto Nardelli, il giornalista del sito americano autore dell'articolo sui presunti finanziamenti russi alla Lega. La prima domanda è: "Qual è il suo rapporto con Savoini? Perché un uomo che non ha alcun ruolo ufficiale nel governo va in viaggio ufficiale a Mosca con il ministro, siede agli incontri con i ministri russi e partecipa alla cena con il presidente Vladimir Putin. In quale ruolo fa tutto questo?". La seconda domanda è: "Cosa sa Salvini dell'incontro al Metropol del 18 ottobre scorso? Era al corrente del negoziato e dell'accordo proposto per finanziare il suo partito e la campagna elettorale? Conosce gli altri italiani che erano all'incontro?". Infine, la terza domanda posta da Nardelli è: "Cosa ha fatto Salvini la sera del 17 ottobre a Mosca dopo essere intervenuto alla conferenza al Lotte Hotel? Perché i funzionari russi che avrebbe incontrato quella sera sono gli stessi citati il giorno successivo durante l'incontro al Metropol Hotel?".



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