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Trapianti, Alfredo: "Il nuovo fegato mi ha ridato la vita"

CRONACA
Trapianti, Alfredo: Il nuovo fegato mi ha ridato la vita

Alfredo, in mezzo ad altri due trapiantati

"Il fegato nuovo mi ha ridato la vita, sono trascorsi venti anni e sto benissimo". Alfredo oggi ha 55 anni, alto, slanciato, camicia casual, racconta la sua esperienza all'Ismett di Palermo. Il suo è stato il secondo trapianto di fegato eseguito nel luglio 1999. Alfredo Valenza ricorda la sua esperienza a margine della celebrazione dei 20 anni della fondazione dell'Istituto a Palermo che prevede una due giorni dal tema "Immaginando il futuro del trapianto di fegato".


"Dopo 17 giorni di ricovero dopo il trapianto sono uscito dall'Ismett - racconta - e dopo pochi giorni sono andato a lavorare. E da allora non mi sono mai fermato. Non ho mai voluto neppure l'invalidità. Ho ripreso la mia vita di sempre. Io sono qui grazie all'Ismett, se non fosse stato per loro oggi non ci sarei più".

Alfredo ribadisce l'importzana della donazione. "Bisognerebbe fare una opera di sensibilizzazione nelle scuole - spiega - perché ancora oggi molti sono convinti che gli organi vengano prelevati quando si è ancora vivi. Nulla di più errato. C'è una equipe che controlla che c'è la morte cerebrale, gli organi funzionano per la macchina. I genitori, ad esempio, di un giovane morto in un incidente, non sanno cosa fare. Serve un supporto ai genitori a cui va spiegato cosa è la morte cerebrale".



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