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Ispezione sanitaria sulla Open Arms

CRONACA
Ispezione sanitaria sulla Open Arms

(Fotogramma/Ipa)

Ispezione a bordo della Open Arms. Una delegazione composta dal medico della Sanità marittima, da alcuni uomini della Squadra mobile di Agrigento e rappresentanti della Guardia costiera è salita sull'imbarcazione per verificare le condizioni di salute e di igiene a bordo della nave, dove al momento ci sono 107 persone a bordo. L'ispezione è stata disposta dalla Procura di Agrigento.


Intanto è stato dato il via libera allo sbarco dei 27 minori non accompagnati sulla nave. La decisione è stata presa dopo l'ok di Salvini al premier Conte. I minori sono "ragazzi di 16, 17 anni, soli" fa sapere in un tweet la Ong che parla di "molte lacrime" tra i ragazzi. "Hanno lasciato amici e compagni di viaggio. Vi auguriamo il meglio. E andiamo avanti. Per tutti" scrive la Ong, sottolineando che "continua l'abuso di coloro i quali pretendono di coprire un fallimento politico provocando sofferenze non necessarie ai più deboli. 107 persone e 19 membri dell'equipaggio continuano a soffrire a bordo".

Già in mattinata nove migranti, tra cui due donne in avanzato stato di gravidanza e diversi bambini, sono stati evacuati dalla nave per motivi medici. Le due donne sono state trasportate d'urgenza in elicottero a Palermo. "Una aveva ernia addominale enorme e ha partorito con cesareo - spiega Open Arms facendo un bilancio di questi giorni - Evacuati anche un bambino di nove mesi con difficoltà respiratorie, possibile infezione vie respiratorie (bronchiolite), un uomo con tubercolosi polmonare avanzata, una donna con polmonite, una donna con problemi neurologici, dovuti a storia pregressa di tumore celebrale, un uomo con otite media resistente a tre tipi di antibiotici e un uomo con una artrite dovuta a precedenti colpi di arma da fuoco, e un uomo con una ferita chirurgica infetta". "Gli altri casi sono per motivi psicologici", spiegano.

Da Ferragosto la nave è ancorata davanti alle coste di Lampedusa, dopo il via libera all'ingresso nelle acque territoriali. "Siamo in stato di necessità" dichiara a El Pais una portavoce di Open Arms. "Da 16 giorni siamo in cerca di un porto sicuro dove sbarcare", afferma la portavoce. "Abbiamo informato della nostra situazione le autorità, senza aver ottenuto alcuna risposta. Siamo in una situazione di necessità e non possiamo garantire la sicurezza delle 134 persone a bordo". "Scusate se disturbiamo le vostre vacanze, ma siamo cittadini spagnoli, vittima di un sequestro, non pirati somali", afferma su Twitter Oscar Camps, fondatore di Open Arms.

La Procura di Agrigento, come si apprende, ha acquisito dalla Guardia costiera dei documenti relativi alla nave. Tra gli atti ci sono anche le comunicazioni in cui la Guardia costiera scrive al Viminale che non ci sono "impedimenti di sorta" per fare attraccare la nave al porto. Da ieri la Procura, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un'inchiesta per sequestro di persona e violenza privata, al momento contro ignoti.

Gli inquirenti sentiranno, ma non subito, il medico responsabile del Poliamulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio. Il medico, che è in vacanza e in questi giorni non è presente a Lampedusa, verrà ascoltato dalla Polizia giudiziaria su incarico della Procura. Ma, come apprende l'Adnkronos, non sarà ascoltato a breve. Prima verranno eseguiti altri atti. Proprio ieri Cascio ha detto che le tredici persone evacuate dalla Open Arms e visitate al poliambulatorio "stanno bene", fatta eccezione "per una minorenne affetta da otite". "Sono finito mio malgrado, di nuovo, nel tritacarne mediatico di chi fa solo dietrologia politica" scrive in un post su Facebook il medico. "E non ne avevo alcuna nostalgia! Tutto perché, interpellato dalla stampa, ho riferito quali erano state le diagnosi dei medici del Poliambulatorio di Lampedusa per i 13 migranti sbarcati dalla Open Arms". "Come ho detto, e ribadito, la situazione più grave che i medici, di cui sono responsabile, hanno refertato è stata un'otite media. Grazie a Dio - dice - Nessun altro caso grave da segnalare. È tutto scritto nero su bianco nei referti del Poliambulatorio, di cui noi medici, nel caso, rispondiamo anche penalmente". "Non abbiamo diagnosticato nulla di tutto ciò che era stato invece segnalato nella relazione del Cisom. Una relazione, tra l'altro, presentata in carta non intestata e senza timbro del Corpo italiano di soccorso dell'Ordine di Malta - spiega- Per aver riferito semplicemente dei fatti mi sono ritrovato travolto dagli attacchi mediatici e social, di chi ha tirato fuori il mio passato politico per insinuare che io stia facendo da spalla al ministro dell'Interno Matteo Salvini". "Non permetterò che si facciano illazioni del genere sulla mia professionalità. Per me la medicina è importante, è il mio mestiere - dice - Tutto il resto sono chiacchiere. Tutto il resto è politica. E con la politica ho già dato".

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