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Rigopiano, mamma vittima: "Sapere che si sarebbero potuti salvare spacca il cuore"

CRONACA
Rigopiano, mamma vittima: Sapere che si sarebbero potuti salvare spacca il cuore

di Silvia Mancinelli
"Perdere un figlio fa male, il dolore è atroce. Ma a 72 anni pesa ancora di più si aggiunge a tanti altri, agli acciacchi, alla stanchezza. Sapere poi che si sarebbe potuto salvare, che tutti si sarebbero potuti salvare, ti spezza ancora più il cuore". Così all'Adnkronos Loredana Lazzari, mamma di Dino Di Michelangelo, il poliziotto morto insieme alla moglie Marina Serraiocco. Battagliera, tenace, è presente a ogni udienza del processo Rigopiano con una piccola busta dove conserva la foto del suo "ragazzo" e la maglietta che hanno tutti i familiari delle vittime di Rigopiano. Sarà anche lei alla commemorazione per il terzo anniversario della tragedia, sabato mattina a Farindola, il comune in provincia di Pescara dove si trovava il resort.


"Questa volta non sarei voluta andare, mio marito non sta bene, le gambe non gli reggono più, ha difficoltà a muoversi - spiega - ma ci sarò perché sto lottando e perché non posso arrendermi: sono passati 3 anni, le forze diminuiscono ma la lottava avanti perché vogliamo giustizia. Potevano salvarsi, non hanno fatto nulla per evitare che morissero così. Penso a mio figlio, certo, ma non solo a lui. La vittima più giovane aveva solo 22 anni. Mi sembra ieri. Bastava che qualcuno mandasse anche solo un elicottero, non ci posso pensare che abbiano dovuto fare quella fine. Gridavano aiuto e sono stati derisi".



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