Cerca

Accuse a Gratteri, Csm: "Trasferire Lupacchini a Torino"

CRONACA
Accuse a Gratteri, Csm: Trasferire Lupacchini a Torino

(Fotogramma)

Trasferire il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, a Torino, con le funzioni di sostituto pg. E' quanto ha disposto la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, in un'ordinanza depositata oggi, accogliendo la richiesta di misura cautelare avanzata dal pg della Cassazione, Giovanni Salvi, e dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che hanno avviato l'azione disciplinare a suo carico e ne hanno chiesto il trasferimento d'ufficio. Lupacchini è accusato, tra l'altro, di avere delegittimato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, per alcune dichiarazioni, rilasciate durante un'intervista televisiva, sull'operazione anti 'ndrangheta 'Rinascita-Scott'.


"Non è semplicemente una misura cautelare, con le finalità che la stessa comporta per rimediare a un presunto e non concreto pericolo di incompatibilità all’esercizio delle funzioni nel Distretto, quanto una vera e propria anticipazione di sanzione, oggettivamente e severamente punitiva, oltre che ostile, avendo disposto il trasferimento del magistrato, con perdita delle funzioni direttive, a 600 Km di distanza dalla città di Roma e a oltre 1000 Km da Catanzaro". E' quanto sottolinea il difensore di Lupacchini, l'avvocato Ivano Iai.

Lupacchini, "rimasto inascoltato in sede istituzionale, ha rappresentato pubblicamente lo stesso dato oggettivo rimasto inevaso. Per tale ragione, anziché ricevere finalmente attenzione - osserva il legale - ha subito ingiustamente un trasferimento d’ufficio lontano dal Distretto nel quale ha, con disciplina e onore, semplicemente cercato di esercitare le proprie funzioni".

L’ordinanza, spiega l'avvocato Iai, "non soddisfa le eccezioni procedurali tra le quali la rilevata incompatibilità di ben tre componenti della Sezione Disciplinare per anticipazione di giudizio, sul medesimo caso di specie, manifestata in altra sede e gli argomenti di merito" da parte della difesa "rappresentati sia nell’esposizione orale spiegata nel corso delle due udienze del 23 e del 24 gennaio scorsi, sia nella memoria depositata". L’ordinanza poi, rileva ancora il legale, "ha trascurato di motivare pienamente il rigetto delle istanze, più volte sollecitate dalla difesa, finalizzate a conoscere gli esiti degli esposti e delle segnalazioni, inoltrati nel corso del tempo alla procura generale presso la Corte di Cassazione e al ministro della Giustizia dal procuratore Generale Lupacchini" esposti "indicativi delle criticità e delle violazioni riscontrate circa il mancato coordinamento e collegamento della Procura distrettuale con la Procura generale di Catanzaro".

Su tale profilo, essenziale per dimostrare la correttezza del dottor Lupacchini sia nell’esercizio delle funzioni, sia nell’esercizio della libertà di pensiero, manifestata quale esperto di contrasto alla criminalità organizzata nel corso della nota intervista televisiva al TGCom24, appare essere calato un significativo silenzio" denuncia l'avvocato, che "potrà essere infranto solo ove si intenda e voglia finalmente far luce, nei dettagli, intorno a una vicenda finora caratterizzata da ambigue omissioni di cui il dottor Lupacchini ha chiesto conto, anzitutto, al ministro della Giustizia e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione".

Nell’ordinanza, infine, "non si dà conto né degli argomenti spesi dalla difesa in materia di libertà di pensiero e di sua libera manifestazione, determinando uno sconcertante precedente idoneo a limitare siffatta libertà con riferimento agli appartenenti all’Ordine giudiziario, né della sproporzione tra la misura applicata e la sanzione finale applicabile, né, come già precisato, degli aspetti, che restano coperti da inspiegabile e immotivato segreto, relativi agli esiti delle più volte segnalate criticità della procura distrettuale", conclude l'avvocato Iai.



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.