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Coronavirus, il risveglio 'sospeso' di Milano

CRONACA
Coronavirus, il risveglio 'sospeso' di Milano

(Afp)

E' una Milano sospesa quella che si risveglia nella prima giornata lavorativa dopo l'escalation di contagi per Coronavirus. Alle otto le metropolitane, tutte sempre affollatissime nelle ore di punta, sono quasi vuote e spicca un numero sempre maggiore di mascherine protettive. I vagoni della linea rossa e della linea gialla sono silenziosi, in questo lunedì spettrale: quasi nessuno si siede, nonostante i sedili liberi. Le bocche dei più audaci, senza mascherine, sono coperte dalle sciarpe e dai cappotti. Gli sguardi sono timorosi, sospettosi verso il prossimo, ma la maggior parte del tempo concentrati sul proprio smartphone, in attesa dell'ultimo aggiornamento sull'emergenza sanitaria che oggi ha fatto il quarto morto in poche ore, a Bergamo.


Anche i treni che portano i pendolari da fuori città sono semi-deserti e le conversazioni sono monotematiche. Che cosa succederà adesso? Molti uffici hanno chiesto ai dipendenti di lavorare da casa e evitare i mezzi pubblici: il timore di tutti è che Milano e la Lombardia, la locomotiva d'Italia, diventino come la città di Wuhan e la provincia dell'Hubei, aree completamente chiuse agli scambi con l'esterno per evitare nuovi infetti. Le auto non mancano sulle arterie principali della città, ma il traffico in ingresso nel capoluogo dalle principali tangenziali è fortemente ridotto, racconta chi prende l'auto quotidianamente per arrivare a Milano. Le strade del centro, con il clima primaverile, sono battute come sempre, ma sono sempre di più i turisti e i cittadini che indossano le mascherine, anche all'aperto. Fotografie di una città spaventata, destinate ad aumentare.



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