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La spesa a Roma ai tempi del coronavirus

CRONACA
La spesa a Roma ai tempi del coronavirus

(Immagine di repertorio - Fotogramma)

Scaffali vuoti per gel disinfettanti e alcol come succede con quelli delle offerte. Basta farsi un giro per qualche supermercato di Roma per avere subito l'idea di uno degli effetti immediati della cosiddetta emergenza coronavirus nella Capitale. Qualcuno non si lascia prendere dalla psicosi, ma c'è anche chi riempie il carrello e li vedi traboccanti di pasta e farina. "Fanno le scorte" ridacchia la ragazza alla cassa, parlando sottovoce. "Dicono che, prima o poi, arriva anche qua". "L'altro giorno una ha preso tutto l'espositore, gli ho chiesto di lasciarmi una boccetta, per me". Disinfettanti ricercatissimi anche dove meno te lo aspetteresti."Che c'avete l'Amuchina?" chiede una signora entrando in un negozio di commercianti cinesi, uno dei tanti in città, mentre la proprietaria le indica un distributore gigante proprio all'entrata, disponibile per tutti i clienti. Non manca poi qualche atto di insofferenza. "Che dice sta' signora da Pechino? Che la mia spigola non è fresca? Con quello che se mangiano loro" sbotta la pescivendola del mercato rionale, attirando qualche risatina. "Ma ha parlato nella sua lingua, come l'ha capito?" ribatte una cliente, facendole notare che ora, se si parla di contagi, "'cinesi' siamo un po' anche noi".




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