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Coronavirus, fonti Ue: "No indicazioni blocco merci Italia"

CRONACA
Coronavirus, fonti Ue: No indicazioni blocco merci Italia

(Fotogramma)

E' "assolutamente vero" che in Italia sono stati "testati pazienti senza sintomi" della Covid19. Nel nostro Paese "sono stati fatti molti test, senza dubbio", ma la stessa cosa "è avvenuta anche in altri Paesi". Lo spiega una fonte Ue. "Non penso", aggiunge, che l'emergere di focolai in alcune zone del nord del Paese "si possa spiegare semplicemente in questo modo".
"Per quanto riguarda i casi confermati - spiega ancora la fonte - l'Istituto Superiore di Sanità, che è un centro di eccellenza, fa il test per la conferma definitiva. Si tratta di un nuovo virus e di un nuovo test, quindi penso che sia corretto validare i test facendo dei test di conferma nei centri di riferimento". Tuttavia, aggiunge, "a mano a mano che facciamo esperienza, stiamo vedendo che in realtà non ci sono molti falsi positivi". Pertanto, "in via precauzionale" e "alla luce delle evidenze della qualità dei test al di fuori dei centri di riferimento", vengono utilizzati "i dati che includono i test fatti localmente", e non solo quelli validati dall'Iss.


Le istituzioni comunitarie, spiega la fonte, non hanno ricevuto "indicazioni" né "informazioni" sul "blocco di merci provenienti dall'Italia" o in merito a cambiamenti per quanto riguarda gli "imballaggi" delle stesse. Alcuni Paesi, secondo quanto ha comunicato la Coldiretti, richiederebbero certificazioni sanitarie per la frutta e la verdura provenienti dal nostro Paese, a causa dei focolai di Covid 19 in alcune zone del Nord.

"Non ci sono indicazioni", spiega ancora la fonte, in merito alla "reintroduzione di controlli di frontiera" ai confini interni dell'area Schengen. "I virus non si fermano alla frontiera. Misure di quarantena e di isolamento sono più appropriate" ad ostacolare e contenere la diffusione.

A proposito delle precauzioni da prendere per i migranti salvati in mare sbarcati sulle coste italiane, le fonti Ue sottolineano come la messa in quarantena delle persone a rischio di essere state contagiate dalla Covid 19 comporta "un uso significativo di risorse pubbliche", quindi il suo uso da parte delle autorità dovrebbe essere soppesato con attenzione, tenendo presente che "la logistica è molto complicata" e che "come strategia complessiva per contenere il contagio, è improbabile che la quarantena svolga un ruolo importante". "Sappiamo - hanno detto - che storicamente la quarantena svolge un ruolo nel contenere o nel ritardare la diffusione del contagio. Il problema è che comporta un uso significativo di risorse pubbliche", quindi l'opportunità di utilizzarla va valutata, considerando se "la maggioranza che va in quarantena ha la probabilità di avere la malattia".

Bisogna anche tenere conto del fatto "che ci sono molte altre persone che non sono in quarantena, dato che sappiamo che casi vengono riportati da sempre più Paesi nel mondo". Inoltre, "la logistica è molto complicata. Direi che come strategia complessiva per contenere il virus è improbabile che la quarantena svolga un ruolo importante", concludono.



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