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Coronavirus, rivolta in carcere Modena: detenuti incendiano reparti

CRONACA
Coronavirus, rivolta in carcere Modena: detenuti incendiano reparti

(Fotogramma)

"E' in corso nel carcere Sant'Anna di Modena un’altra rivolta dettata dal panico di pandemia da coronavirus, vediamo il levarsi in aria una cortina di fumo nero, speriamo che non ci siano feriti tra il Personale di Polizia. Ora è in corso una mobilitazione delle forze dell'ordine che stanno accorrendo sul posto numerose per aiutare i colleghi". Lo riferisce Giuseppe Di Carlo, segretario generale del coordinamento nazionale polizia penitenziaria.


Proteste dei detenuti sono andate in scena anche nel carcere di Frosinone a causa delle limitazioni imposte ai colloqui con i familiari a causa dell'emergenza coronavirus. Sul posto sono intervenuti anche agenti delle altre forze di polizia mentre un elicottero ha sorvolato l'istituto. Una protesta analoga si è verificata ieri nel carcere di Cassino. Da quando si apprende, per ora la situazione è sotto controllo - riferisce il Segretario Generale Aggiunto Cisl Fns Massimo Costantino puntando il dito ancora una volta contro la "cronica carenza di personale di polizia penitenziaria e il sovraffollamento dei detenuti (+94 detenuti)".

“Dopo i gravissimi disordini di ieri sera presso la Casa Circondariale di Salerno e in altre sedi, giungono in questi minuti drammatiche notizie da Frosinone, dove sarebbe stato distrutto un intero reparto (ma non vi sarebbe stata alcuna evasione, diversamente da quanto riportato da alcuni organi d’informazione), da Modena, dove sarebbe in corso una violenta rivolta, da Foggia, dove pure vi sarebbero tensioni e pesanti disordini e, di nuovo, da Napoli Poggioreale, dove le tensioni di ieri sarebbero sfociate in questi minuti in vibranti proteste", le parole di Gennarino De Fazio, per la UILPA Polizia Penitenziaria nazionale, che prosegue: “Sono momenti drammatici e convulsi nei quali da donne e uomini di Stato pensiamo per prima cosa a difendere le istituzioni democratiche e la sicurezza dei cittadini, dunque abbiamo notizie del tutto parziali e frammentarie, ma univoche nel raccontare gravi tensioni e disordini in molti istituti penitenziari del Paese. Solo ieri sera, da ultimo, avevamo detto che le carceri finiranno per essere il banco di prova finale del Governo, anche perché nessuno che conosca il carcere poteva non sapere quello che si sarebbe verificato”.

“Lo ribadisco – chiosa ancora il leader della Uilpa Polizia Penitenziaria – non si dica che quanto sta accadendo è per il coronavirus, ma è con il coronavirus, perché il grave stato emergenziale che attanaglia le carceri, i detenuti e chi vi opera è in essere da troppo tempo e solo l’improvvisazione di chi ha il dovere di gestirle politicamente, per conto dei cittadini, poteva non prevedere quello che sta accadendo in queste ore. D’altronde le Organizzazioni Sindacali rappresentative degli operatori del Corpo di polizia penitenziaria, pressoché unanimemente, lo denunciano insistentemente da mesi senza essere degnate della doverosa attenzione del Ministro della Giustizia, il quale dovrebbe forse rammentare di non aver ricevuto un’investitura divina. Ora – conclude De Fazio – speriamo che si limitino i danni e tutto rientri nella normalità, ma immediatamente dopo nessuno potrà più far finta di niente!”



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